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Sciopero generale in Francia. La mobilitazione è stata indetta dalle principali confederazioni sindacali per protestare contro la riforma delle pensioni, presentata nei giorni scorsi dal ministro del Lavoro, Eric Woerthe. Cardini della riforma sono l'innalzamento dell'età pensionabile e l'aumento della pressione fiscale sui ceti con un reddito elevato.
Il ministro Woerthe ha spiegato che le ultime persone che andranno in pensione a sessant'anni sono quelle nate nel 1950, quelle venute al mondo nel 1951 smetteranno di lavorare a sessant'anni e quattro mesi e quelle nate nel 1952 a sessant'anni e otto mesi. Così fino ad arrivare alla generazione del 1956 che sarà la prima ad andare in pensione a sessantadue anni. L'obiettivo sarà raggiunto nel 2018. Il limite dei sessant'anni, fissato da Mitterand nel 1983, viene così cancellato, perché, stando alle dichiarazioni del ministro, la speranza di vita si è allungata e la sproporzione tra la popolazione attiva e passiva è cresciuta notevolmente.
La riforma, tuttavia, non è piaciuta ai sindacati che hanno organizzato la manifestazione per chiedere al presidente francese di rivedere la riforma. “Rimettere in discussione l'età legale – fanno sapere dalla Cgt – è inaccettabile e ingiusto, specie nei confronti di quei lavoratori che hanno iniziato a lavorare molto presto e verso coloro che sono più precari. Bisogna, inoltre, tener conto del progressivo degrado del mercato del lavoro, specie per i giovani e gli anziani, e avviare una nuova politica dell'occupazione”. Lo sciopero odierno colpisce in particolar modo il settore del trasporto pubblico e la scuola. Presidi e manifestazioni sono stati organizzati in moltissime città della Francia e i sindacati contano su una partecipazione massiccia allo sciopero.