22/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.15 - 2005 dal 15/4 al 21/4
Togo. Il 17, 7 persone sono rimaste uccise e alcune decine ferite durante le manifestazioni dell’opposizione nella capitale Lomè alla vigilia delle elezioni presidenziali del prossimo 24 aprile.
 
Uganda. Il 17, due militari dell’esercito sono morti nella zona si Nenge, nelle regioni nord-orientali del Paese in un’imboscata tesa – si sospetta – da guerrieri Karamojong. L’area è da tempo a rischio a causa delle frequenti incursioni dei membri di questa popolazione, che vive di pastorizia e che spesso sarebbe coinvolta in sanguinose dispute sul controllo delle mandrie. Il governo ugandese ha fatto sapere che disarmerà i guerrieri Karamojong, ma finora i risultati sono stati scarsi.
 
Nepal. Il 16, 10 civili sono morti e altri 7 sono rimasti feriti in un attacco dei maoisti nel villaggio di Shobhani, 300 chilometri a sud-ovest della capitale Kathmandu. Ad annunciarlo è stata la polizia che ha anche dichiarato che i guerriglieri hanno voluto punire gli abitanti di Shobhani per non aver sostenuto la loro causa.
Il 20 un'esplosione nella parte orientale del Nepal ha ucciso 4 persone, in una nuova ondata di violenze poche ore prima della partenza del re Gyanendra per una serie di incontri, il primo 'tour' del monarca dopo l''auto-golpe' del 1 febbraio scorso. Nella deflagrazione avvenuta nella città di Janakpur tre poliziotti ed un civile sono stati uccisi, mentre altri 5 poliziotti sono rimasti feriti,.
Dall’inizio dell’insurrezione maoista contro la monarchia nel 1996 hanno perso la vita oltre 11mila persone.
 
Myanmar (ex Birmania). Il 21 l’organizzazione umanitaria Christian Solidarity Worldwide ha accusato l’esercito birmano di aver usato armi chimiche contro i guerriglieri del gruppo separatista Karen. L’attacco, avvenuto in febbraio nel nord-ovest al confine con la Thailandia, avrebbe causato ad alcuni ribelli emorragie, incapacità motorie e reazioni cutanee.  I guerriglieri Karen combattono per l’indipendenza del loro Stato da mezzo secolo e nel gennaio 2004 hanno stabilito con la giunta solo un cessate il fuoco informale che infatti non è mai stato rispettato.
 
India-Bangladesh. Il 17 in uno scontro a fuoco, al confine tra i due Paesi, sono morti 2 soldati indiani e 2 civili bengalesi. La dinamica dell’accaduto non è chiara, ma scontri alla frontiera tra India e Bangladesh sono frequenti. Il 16 si era concluso in un fallimento un incontro a Dacca tra i rappresentanti dei due Paesi sulla questione della demarcazione fisica del confine che l’India sta portando avanti innalzando una recinzione lungo la frontiera.
 
Kashmir indiano. Il 15 l’esercito indiano ha ucciso 4 guerriglieri del movimento Al-Badr.
Il 16, alla vigilia della visita del presidente pachistano Musharraff in India, altri 2 militanti del gruppo Hizbul Mujahideen sono stati uccisi dai soldati indiani a sud di Srinagar, capitale del Kashmir indiano.
Il 20 presunti ribelli musulmani hanno fatto esplodere una granata in un mercato affollato uccidendo 2 persone e ferendone altre 15. L'attacco è avvenuto due giorni dopo la dichiarazione dei leader di India e Pakistan sull'irreversibilità del processo di pace e dopo l'apertura della frontiera militarizzata che divide il Kashmir. La granata era originariamente diretta a una pattuglia di poliziotti, ma ha mancato il bersaglio ed è esplosa nel mercato di Sopore, 50 chilometeri a nord di Srinagar.
La contesa del Kashmir fra India e Pakistan ha generato tre guerre, ma dal 2003 i due Paesi hanno avviato i negoziati di pace. Nel Kashmir indiano continua tuttavia l’insurrezione separatista islamica contro l’esercito di Nuova Dheli che finora ha causato 40mila vittime.
 
Afghanistan. Mentre si inseguono dichiarazioni e smentite sulla trattativa in corso tra governo Karzai ed esponenti della resistenza talebana, quest’ultima ha intensificato le sue azioni nelle province pashtun del paese.
Il 17 nella provincia di Uruzgan due guerriglieri talebani sono stati uccisi in uno scontro a fuoco con i soldati dell’esercito governativo afgano.
La mattina dello stesso giorno, in un villaggio nei pressi di Gardez, due bambini sono morti in seguito all’esplosione di una bomba con cui stavano giocando dopo averla trovata in una campo.
Lo stesso giorno davanti alla base Usa all’aeroporto di Kandahar un’esplosione ha distrutto tre autocisterne piene di carburante ferendo gravemente 3 autisti. I talebani hanno rivendicato l’attentato, ma il comando americano ha poi parlato di un incidente.
La notte successiva nella provincia di Khost le forze Usa hanno condotto una grossa azione di rastrellamento che ha portato alla cattura di 24 sospetti talebani.
Il 18 nella provincia di Zabul i talebani hanno teso un’imboscata a soldati dell’esercito afgano che stavano conducendo un rastrellamento. I militari per difendersi hanno chiesto rinforzi e appoggio aereo alle forze Usa: otto talebani sono rimasti uccisi dal fuoco degli elicotteri Usa.
Il 19 notte i talebani hanno sparato alcuni razzi contro la base Usa ‘Salerno’ nella provincia di Khost: le forze statunitensi hanno individuato le postazioni talebane da cui è partito l’attacco e le hanno bombardate uccidendo almeno 12 guerriglieri.
 
foto di e. piovesanaCecenia (Fed. Russa). Gli scontri tra esercito russo e guerriglieri ceceni, solitamente relegati alle regioni montuose del sud (dove per tutta la settimana sono continuati i bombardamenti dell’aviazione e dell’artiglieria russa), si stanno verificando anche nell’area di Grozny.
Il 14 notte nel villaggio di Berbikel, nelle campagne attorno alla capitale cecena, le forze russe hanno ucciso 4 guerriglieri che, secondo loro, stavano preparando un attacco con missili terra-aria contro velivoli militari russi in fase di atterraggio o decollo.
Il 15 la guerra è tornata addirittura all’interno di Grozny: otto ore di violenta battaglia attorno a un condominio del quartiere Lenin dove si erano asserragliati alcuni guerriglieri sono terminate con un bilancio di 3 civili, 16 soldati russi e 5 indipendentisti uccisi
Il 16 c’è stato uno scontro armato alla periferia della città, finito con la morte di 2 soldati russi e 2 guerriglieri ceceni.
Il 18 nel distretto meridionale di Vedenò un guerrigliero e un miliziano kadyrovita filorusso sono morti in uno scontro armato, nei pressi di Urus-Martan due poliziotti sono rimasti uccisi nell’esplosione di una mina e infine a Grozny un altro agente è morto nell’esplosione di un ordigno.
Il 19, sempre nella zona di Vedenò, l’esercito russo ha condotto un raid contro un covo della guerriglia indipendentista uccidendo 7 ribelli e sequestrando un grosso quantitativo di armi.
 
Iraq. Il 14, uomini armati hanno attaccato una stazione di polizia a Kirkuk uccisi 4 agenti iracheni.  Nel quartiere Jadriyah di Baghdad, 2 attentati suicidi con autobombe hanno ucciso 11 persone in gran parte poliziotti. 1 ufficiale dei servizi iracheni è stato assassinato nel quartiere Mansour a Baghdad.
Il 15, nel quartiere Mansur di Baghdad una mina è esplosa al passaggio di una pattuglia Usa, 1 vittima civile, un'altra, contro militari della Guardia nazionale, uccidendo 1 civile. 3 soldati iracheni sono stati uccisi in un attentato a Balad, a nord di Baghdad. Nei pressi di Tikrit 2 poliziotti sono stati uccisi dall'esplosione di un ordigno. Un camionista, e stato ucciso dall’espolosione di una bomba su una strada vicino Baghdad. Un giornalista della Tv curda è stato ucciso da uomini armati a Kirkuk. Un marine è stato ucciso da colpi di arma da fuoco sparati contro la base di Tikrit. Abu Bakr Mohammed Nayef al-Janabi, del gruppo armato Ansar al-Sunna, e il suo braccio destro, Omar al-Janabi, sono stati uccisi dall’esercito iracheno a Yussufiyah.
Il 16, un poliziotto e 2 soldati iracheni, sono stati uccisi a sud di Kirkuk. Un soldato, che presidiava le installazioni petrolifere nella regione di Baiji è stato ucciso in una sparatoria, nella stessa regione un camionista ha perso la vita per una bomba posta sulla strada. Morti 2 soldati per esplosione di bombe, il primo a Touz, il secondo a Samarra. 3 agenti di polizia e 4 civili iracheni sono rimasti uccisi nell’esplosione di una bomba in un ristorante nel centro di Baquba.
Un camionista turco è rimasto ucciso in un’imboscata alle porte di Baiji. Nel quartiere Iskan a Baghdad, è stato ucciso Ammar Hassan, capo di un corpo speciale della polizia.
Il 17, in un attacco con colpi di mortaio contro la base Usa di Ramadi sono morti 3 soldati americani. Il colonnello Yunes Mohammed al Jawadi è stato ucciso in un agguato nel quartiere Sokkar a Mossul. Una bomba artigianale è esplosa su una strada nei pressi di Zamar, ovest di Mossul, uccisi 4 civili.
Nei pressi di Baghdad un commando di miliziani armati ha ucciso davanti casa sua Hussein Nader, membro del consiglio comunale di Moqdadia, Baquba. Marla Ruzicka, 27 anni, un’attivista dell’Ong Civic Worldwide è stata uccisa in un attacco suicida sulla strada per l’aeroporto di Baghdad. A sud di Baghdad, 1 soldato è morto per lo scoppio di un ordigno. Attacco a colpi di mortaio contro la base Usa di Ramadi, morti 3 militari Usa .
Il 18, nell'esplosione di 2 ordigni a Bassora, sono morte 8 persone. Un video su internet afferma che Ansar al Sunna avrebbe giustiziato tre iracheni colpevoli di lavorare in una base militare americana.
Il 19, il generale Adnan Midhish kharagoli, consigliere del ministero degli Interni iracheno, è stato assassinato da un gruppo di uomini armati penetrati in casa sua, ucciso anche suo nipote. Adnan Faush Farawni, consigliere del ministero della Difesa, e suo figlio Alladin, capitano dei servizi segreti, sono stati assassinati da uomini in divisa nella loro abitazione di Baghdad. Ad Amara, il generale Hussein Hato al-Jabeeri e il suo autista sono stati uccisi in un attentato. Karim Salawi, nuovo capo della polizia stradale di Najaf ha perso la vita in una sparatoria. Un'autobomba è esplosa nel quartiere Adhamiyah di Baghdad, 4 le persone morte. Un iracheno detenuto è morto nel centro di internamento americano di camp Bucca. 2 soldati statunitensi sono stati uccisi mentre erano in pattuglia nella zona dell'aeroporto di Baghdad da un'autobomba piazzata sulla strada.
Il 20, l’esplosione di un'autobomba contro un convoglio Usa ha ucciso 2 civili iracheni a ovest di Baghdad. Una fossa comune con 41 corpi è stata rinvenuta nella località di Amara. Un commando armato ha assassinato 19 membri della Guardia Nazionale ad Hadiza. 50 corpi sono stati trovati nel Tigri a sud della capitale. Un attacco contro un convoglio Usa nel quartiere Amiriyah ha causato la morte di 2 civili. Un terrorista-suicida in auto ha attaccato il convoglio di vetture che riportava Iyad Allawi a casa, 1 poliziotto è morto oltre all’attentatore e 4 altri addetti alla sicurezza feriti.
 
Ecuador. Il 20, durante le proteste di piazza e gli scontri tra manifestanti che chiedevano le dimissioni del presidente Gutierrez e le forze dell’ordine, è morto a causa dei lacrimogeni Julio Augusto Garcìa, un fotografo di 58 anni.
 
Colombia.Il 15 diversi attacchi delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) hanno fatto almeno tre vittime, tra cui un bambino di 10 anni e due agenti delle forze dell'ordine, mentre altre 19 sono rimaste ferite. L'attacco è avvenuto a Toribio, a Jambalè e in altri tre municipi nella zona di Narino, nel sudest del Paese, dove risiedono le comunità indigene. 
Il 18 duemila fra soldati e agenti speciali hanno sferrato un attacco contro le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc): 16 i guerriglieri uccisi. Nel violento attacco sono stati ammazzati anche un soldato e un poliziotto. Feriti un militare e un agente. La battaglia è stata combattuta nella regione sud-occidentale colombiana di Toribio.
 
Haiti. Il 14  un casco blu delle Nazioni Unite, di nazionalità filippina, e' stato ucciso con un colpi d'arma da fuoco nella baraccopoli di Cite Soleil.
Il 16 in risposta all'uccisione del militare il comando del contingente Onu ad Haiti ha dato notizia di una grossa operazione avvenuta nella stessa baraccopoli. Circa 160 caschi blu e un centinaio di poliziotti haitiani hanno fatto irruzione nella favela uccidendo almeno una decina di ‘banditi’. Secondo attivisti per i diritti umani, la polizia haitiana ha ucciso almeno 650 persone dallo scorso settembre.
 
Categoria: Guerra
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