22/06/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Quasi 23 mila mine sotterrate nella zona di confine con la Bolivia negli anni Settanta sono state scoperte e dissotterrate

Cinque anni. Cinque lunghissimi anni per metter fine a un incubo iniziato negli anni Settanta del secolo scorso. Tanto tempo è servito ai soldati dell'esercito cileno per sminare l'intera area di frontiera con la Bolivia. Quasi 23 mila le mine che la dittatura cilena del generale Augusto Pinochet aveva fatto sotterrare per combattere il nemico. Oggi che tutto il territorio è libero da questi strumenti di morte "manca solo la certificazione" dell'avvenuto sminamento come ricorda il console cileno a La Paz Jorge Canelas. Non c'è dubbio che la positività dell'evento possa rafforzare i rapporti fra i due paesi proprio adesso che diventa sempre maggiore la possibilità per la Bolivia di ottenere il tanto sospirato sbocco verso il mare.

"Possiamo confermare che l'amministrazione cilena ha partecipato in modo attivo a quest'accordo sullo sminamento" dice uno dei responsabili del Programa de Nacione Unidas para el Desarrollo (Pnud). Visto il buon risultato ottenuto nell'area di confine con la Bolivia, il Cile spera di riuscire ad attivare un programma similare anche in altre regioni del Paese, come Magallanes e Antartica. In queste regioni al confine con l'Argentina infatti, è alto il numero di mine antiuomo e anticarro, quindi il lavoro potrà andare avanti per molto tempo. Walker San Miguel, ambasciatore boliviano a Santiago del Cile, non ha dubbi e accoglie a braccia aperte le dichiarazioni e i risultati dimostrati dal Cile. "Per la prossima metà di luglio stiamo organizzando fra ministri della Difesa e capi dell'esercito un incontro nella zona di frontiera dove è stato realizzato il programma di sminamento. Questi eventi stanno delineando un'epoca di distensione delle relazioni fra i due nostri Paesi".

In effetti la bonifica dei terreni di confini fa parte, come ricorda l'ambasciatore, dell'agenda bilaterale con cui Cile e Bolivia cercano di stringere migliori relazioni. Punto principale dell'agenda, ovviamente, la richiesta messa sul tavolo cileno da parte della Bolivia di ottenere uno sbocco verso il mare, perso nel 1879 dopo la sconfitta nella guerra del Pacifico. Negli ultimi trent'anni le relazioni fra i due stati sono piuttosto fredde e piene di tensioni. Di fatto una piccola apertura, un miglioramento, si è avuto solo con la salita al potere nei due Paesi di due persone appartenenti all'area progressista latinoamericana, Michelle Bachelet e Evo Morales.

 

Alessandro Grandi

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