04/05/2005
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Il Plan sembra limitare, o addirittura negare, lo sviluppo dei paesi che investe
dal nostro inviato
Alessandro Grandi
Il Plan Puebla Panamà è un progetto di sviluppo e congiungimento dei paesi che
si trovano in America Centrale, proposto dal governo messicano a Guatemala, Honduras,
Nicaragua, Belize e, appunto, Panama. "Ma non hanno chiesto informazioni alle
popolazioni che vivono nell'area interessata dal Plan, e questo è molto scorretto",
fanno sapere dal centro per i diritti umani Fraire Bartolomè de Las Casas.
Il piano prevede la costruzione di infrastrutture, la creazione di un corridoio
biologico fra i paesi (l'apertura dei confini a tutto quello che deriva dalle
risorse biologiche) e l'incremento turistico.
A quanto pare però, nulla è cambiato in queste regioni del sud est messicano
investite in pieno dal progetto Plan. Oggi la situazione sembra essere in una
fase di stallo, ma molti analisti sostengono che non se ne discuta abbastanza.
Al contrario del suo scopo tanto sbandierato dal governo messicano, il Plan sembra
proprio fatto apposta per limitare, o addirittura negare, lo sviluppo dei paesi
e delle regioni che investe. Con conseguenze catastrofiche sulle popolazioni indigene
che da sempre vivono fra Panama e il sud del Messico.
La questione della bio diversità. Sfruttamento delle risorse o miglioramento?
Per quanto riguarda la biodiversità dell'area che interessa il Plan, "l'unione"
fra Panama e le regioni del sud est messicano è solo una scusa banale. Realmente
il progetto, in questa enorme regione del mondo - che da sola comprende più del
10 per cento del
patrimonio genetico di tutta la terra - permetterebbe il passaggio di un'enorme
quantità di sostanze biologiche e lo sfruttamento, da parte delle grandi multinazionali
nord americane, delle vastissime aree idrogeologiche, della natura incontaminata
e dell'intero partrimonio genetico che essa racchiude.
Nel Chiapas ad esempio, la grande multinazionale che produce la Coca Cola ha
praticamente requisito l'unica sorgente di acqua, della provincia di San Cristobal
de las Casas. Ma questo sembra essere solo l'inizio.
Le maquillas. Sono le industrie di assemblaggio di macchinari elettronici, utilizzati nelle
industrie aerospaziali, ad altissima tecnologia, ma non solo. Queste fabbriche,
sono già presenti nel nord del Messico, con effetti non del tutto positivi. Se
da un lato si offre la possibilità di sviluppo sociale tramite il lavoro, dall'altra
cresce il rischio della precarietà. Generalmente queste piccole fabbriche si spostano
dove la manodopera costa meno, mettendo in difficoltà le persone - generalmente
indigeni reclutati sul posto - che vi lavorano. Nella maggioranza dei casi sono
le donne a lavorare nelle maquillas. Sono più abili manualmente, le loro mani
affusolate sono migliori per questo genere di lavoro. In secondo luogo perchè
in quest'area sta diventando sempre più alta la presenza femminile. Soprattutto
per l'emigrazione dei maschi.
Un occhio a Ciudad Juarez. Ci sono aspetti comuni che riguardano questa piccola cittadina del nord del
Messico, ubicata molto vicino al confine con gli Usa. Negli ultimi
anni, in questa città, sono state uccise (e nessun è mai stato caso risolto)
più di quattrocento donne, la maggioranza impiegate nelle maquillas. Sono state
fatte diverse ipotesi, sulle loro morti. La più accreditata, nell'ultimo periodo,
Ë quella della pornografia. Si ipotizza, infatti, che le ragazze siano state utilizzate
per girare i tristemente famosi snuff movie, ossia film pornografici di violenza carnale, che terminano con l'uccisione
della protagonista femminile. E sono in molti a parlare di collusioni fra la polizia
locale e gli assassini. Per cercare di risolvere il problema, le autorità messicane,
hanno incaricato delle donne poliziotto per indagare, senza però ottenere dei
risultati concreti. Sicuramente, questo è uno dei problemi che maggiormente preoccupano
la popolazione (femminile) e le associazioni internazionali, dunque, anche per
questo, l'installazione delle maquillas nella regione Mesoamericana, potrebbe
diventare un problema molto serio.
Il turismo nel PPP. Negli ultimi anni, la presenza di turisti occidentali (medio borghesi), in
questa parte dell'America Centrale ha fatto in modo che si sviluppasse un modo
di viaggiare "ecologico" e "culturale".
Il Plan, che prevede la privatizzazione delle moltissime rovine archeologiche,
con il conseguente aumento di infrastrutture (come alberghi e residence e centri
commerciali) in queste aree uniche al mondo, porterebbe vantaggi economici a scapito
dello sfruttamento del territorio.
La privatizzazione dei bacini idrici. Sono ben 40 le centrali idroelettriche che dovrebbero essere privatizzate nel
solo Chiapas secondo il Plan. Addirittura il progetto iniziale ne prevedeva ben
cento. Il Plan contempla anche la vendita a privati, in maggioranza multinazionali
inglesi e francesi (come è avvenuto in Bolivia), di fiumi e bacini idrici.
Conclusioni. In pratica il Plan, porterebbe a conseguenze quasi catastrofiche quali il progressivo
trasferimento e distruzione delle popolazioni originali che vivono da millenni
in questa regione, il saccheggio delle risorse naturali, l'eventuale appropriazione
da parte delle grandi multinazionali delle risorse della zona interessata dal
Plan, lo sfruttamento del lavoro degli indios, e il controllo regolato dell'emigrazione.