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Se il grave stato di indebitamento di Grecia, Portogallo e Spagna non verrà fronteggiato in tempi brevi con severe manovre finanziarie potrebbe mettere a rischio le democrazie dei tre Paesi. Il presidente della Commissione Europea, infatti, ha segnalato il pericolo di colpi di Stato e sollevazioni popolari di cui potrebbero cadere vittima questi tre Paesi se i loro governi non ripianeranno il debito pubblico. La preoccupazione di Barroso, attuale primo ministro del Portogallo, mette in discussione il futuro stesso dell'Unione Europea, dal momento che manovre economiche improntate all'austerita' hanno coinvolto anche Ungheria, Italia e Romania. La Grecia ha invece appena ricevuto l'approvazione per un piano di salvataggio di seicentocinquanta miliardi di sterline. Anche l'attuale presidente dell'Etuc (European Trade Union Confederation), John Monks, sottolinea il pericolo non solo economico, ma anche politico, che potrebbero rappresentare queste manovre. Lo scenario che si delinea, infatti, è simile a quello che si verificò in Europa nel 1930 e che sfociò nelle varie dittature. I vari leader dell'Unione Europea, inoltre, stanno valutando la necessità di un aiuto finanziario di almeno cento miliardi di sterline verso la Spagna, Paese che contribuisce al 12 percento del prodotto interno lordo dell'Europa. Nonostante il governo di Madrid continui a negare la necessità di un aiuto finanziario, i leader dell'Ue non considerano sufficiente il piano economico di risanamento proposto dal Paese stesso.