22/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il nuovo libro di uno scrittore di destra 'convertito' smaschera l'imperialismo
scritto per noi da
Matteo Colombi
 
Il nuovo libro di Andrew BacevichAndrew Bacevich è passato per Hyde Park, presentando il suo libro alla Libreria Coop sulla 57sima strada. Ex-militare e ancora uomo della destra, professore di relazioni internazionali alla Boston University, ove è maturata la sua conversione critica, il suo libro si chiama American Militarism. E’ il secondo in cui Bacevich attacca l’imperialismo americano: in questo libro affonda più in là la sua lama, cogliendo l’essenza del militarismo statunitense, che egli vede come un insieme di atteggiamenti che pongono le forze armate e la guerra come modello e strumento preferito di risoluzione dei problemi internazionali, con chiari riflessi sulle dinamiche del regime interno. Nella prefazione dice di essere giunto alla stessa conclusione della sinistra radicale: il militarismo è frutto di una collusione tra i liberali professionisti e i conservatori professionisti nella costruzione dello stato americano. E’ difficile non vederlo, pervasivo com’è questo apparato di potere, foraggiamento di interessi amici, grande programma di spesa e politica industriale, ideologia che richiede la mobilitazione patriottica delle masse a favore del controllo dell’establishment, con tanto di dividendi a fine mese in portafoglio.
 
Bacevich ha presentato il libro presso l’Università, ma non è apparso in forma ufficiale a parlare presso alcun dipartimento. Lui fa parte di quel drappello di delusi, di nazionalisti leali agli ideali repubblicani e alla nozione di un apparato militare organizzato attorno alla difesa della patria. E’ uno di quei militari ed ex-militari che credeva di fare qualcosa d’altro che servire l’accumulazione di grandi fortune e di carriere di una minoranza: ha perso la fede nella missione, poiché crede negli ideali, e crede che i fatti non coincidano con tali ideali. Alle conferenze degli scienziati politici non si presenta; inutile farsi impallinare dagli intellettuali organici votati o a Bush, o alla critica a Bush che annusa impero solo sotto le sue veci.
 
In campagna elettorale, John Kerry non ha mancato di far risaltare il suo sostegno alle forze armateDel resto John Kerry iniziò la sua campagna elettorale con alle spalle una portaaerei, e la convention democratica fu un ritornello infinito sul suo servizio militare, cercando di dimostrare che anche il partito democratico è guerresco. Come è stato scritto più volte e come ha fatto Bacevich da quando ha aperto gli occhi, la storia imperiale americana dura da molto tempo, e il ruolo centrale delle forze armate e del culto della violenza militare in America è uno degli elementi essenziali del moderno stato americano. Le dimensioni dell’apparato militare-industriale e gli intrecci politico-economici sono cresciuti vertiginosamente con la seconda guerra mondiale, dinanzi alla sfida di altri paesi industrializzati come il Giappone e la Germania. Ma il culto della violenza creatrice in questo paese è assai più antico.
 
L’uso della violenza come dato essenziale dei rapporti sociali si incentra profondamente sul maschio come conquistatore e come individuo che difende le sue cose con le armi. Si lega con processi reali e materiali di conquista della terra dagli abitanti precedenti, tramite la loro estirpazione, e quello più regionalizzato di sfruttamento schiavistico, e con l’egemonia violenta sui paesi vicini, già stabilita nel diciannovesimo secolo. Il sistema liberale di leggi, il rule of law, si lega in America sin dall’inizio alla libertà non come concetto astratto, ma come privilegio di certi uomini a disporre dei propri beni e acquisire nuovi beni, tra i quali uomini, donne e bambini, terre altrui, anche tramite la forza.
 
Andrew Bacevich è un autore di destra che critica però l'eccessivo militarismo degli UsaBacevich può vendere libri, ma è in disgrazia tra gli accademici ‘seri’. Loro lo disdegnano; dopotutto il nazionalismo, secondo i più, è qualcosa che affligge il resto del mondo, non questo paese. Il militarismo, ancor più sinistro, appartiene agli autoritari, non al paese guida della libertà. Per non parlare di imperialismo, che o è qualcosa di europeo e decadente, o, addirittura anacronistico. Gli americani, secondo la scienza politica fanno ‘state-building’, fanno ‘post-conflict reconstruction’ dopo aver fatto a pezzi un paese. In accademia si parla della grande ondata di democratizzazione, e del correlato sviluppo di paesi a ‘sovranità limitata’, che però è pur sempre libertà perché avviene sotto le nostre veci.
 
A Bacevich si deve solo fare una critica: identifica correttamente quanto profondo sia il militarismo americano nei suoi aspetti culturali e cognitivi, identifica correttamente la collusione dell’intelligentsia di centro-destra e centro-sinistra, però non ci deve sfuggire che il militarismo americano è anche collegato a una precisa articolazione di classi e categorie sociali, nonché di cordate di imprese. Ma del resto Bacevich rimane un uomo di destra, poco attento alle questioni di classe, leale tuttavia a una concezione repubblicana del potere, offeso dalla violenta venalità e dall’autoritarismo latente dell’establishment.
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Stati Uniti
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