10/06/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Le famiglie accusano il governo di tagliare in maniera indiscriminata, senza proporre soluzioni alternative

I tagli alle spese per i disabili annunciati dal ministro Tremonti non solo hanno messo in guardia le associazioni, ma soprattutto le famiglie e i parenti che si trovano ancora più sole.

PeaceReporter ha sentito Riccardo Finco, co-fondatore dell'associazione Sorriso di Cusano Milanino, che si occupa di organizzare il tempo libero dei ragazzi diversamente abili. Riccardo ha un figlio, Marco, che ormai da diversi anni frequenta con regolarità e allegria le attività del Sorriso che spaziano dall'informatica, alla musica e al teatro.

Cosa pensa di questa Finanziaria?

E' un provvedimento scandaloso, se non viene modificato. I tagli si possono accettare, ma solo se si decidesse di avviare una seria politica per l'inserimento dei ragazzi diversamente abili nel mondo del lavoro. Bisognerebbe introdurre delle agevolazioni per permettere a chi è più fragile di poter avere un impiego e un minimo di indipendenza. Togliere è basta non ha alcun senso.

Come cambierà la situazione qualora i tagli venissero approvati?

In peggio sicuramente. Non potendo nemmeno più contare su quei duecento euro, saremo costretti a tenere in casa i nostri figli con maggiori difficoltà e a renderli disabili al cento per cento. Mio figlio Marco per un certo periodo ha lavorato come cameriere in una cooperativa e mi sono reso conto di quanto questa esperienza avesse fatto crescere la sua indipendenza e la sua autonomia. Se tolgono anche l'assegno di assistenza, si caricheranno ulteriormente le famiglie delle spese di mantenimento di questi giovani. Come farà chi ha pochi mezzi a disposizione?

Le famiglie, quindi, dovranno essere autosufficienti per forza?

Sì, purtroppo. Manovre come l'attuale aumentano il senso di solitudine di chi ha un figlio o un fratello diversamente abile. Anzi, direi, che l'espressione “diversamente abile non deve più essere usata, perché viene cancellata la possibilità di mostrare delle abilità diverse. A questo punto resta solo l'handicap. Non si sta andando avanti, ma si torna indietro in questo modo.

Come padre cosa si sarebbe aspettato da questa Finanziaria?

Una maggiore tutela. Vorrei lanciare un appello per far capire che la forza e la cultura di una nazione si vedono anche dalla capacità di aiutare chi è più fragile. Non sono per l'assistenzialismo, ma vorrei che Marco, Paolo e chi per loro venissero considerati come persone con dei diritti e dei doveri, non come dei casi o dei pesi per la società.

Benedetta Guerriero

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità