13/06/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Santos strizza l'occhio al rivale Mockus. La sinistra gli porge la mano e riceve un rifiuto. La senatrice Cordoba lo considera un burattino dell'establishment, mentre lui si appella agli astensionisti

Se vincerà, tenderà la mano persino al rivale, a quell'Antanas Mockus che gli ha tenuto testa con dignità imponendosi come la novità assoluta della vita politica colombiana. È questa l'ultima mossa di Juan Manuel Santos, il candidato del partito della U - il medesimo del presidente uscente Uribe - colui che numeri e previsioni danno come sicuro vincitore al prossimo ballottaggio. Un governo di unità nazionale, a questo dice di anelare colui che nella primera vuelta ha racimolato oltre il 46 percento dei voti e che si avvicina al 20 giugno sicuro dell'appoggio di liberali, conservatori e ora anche radicali. E sono in molti a chideresi dove voglia andare a parare con questa sortita. Che sia una maniera per annientare l'idea che Mockus rappresenti il nuovo, il cambiamento, la rinascita di cui il paese ha un disperato bisogno? Dicendo di volerlo includere nel governo dei 'soliti noti', dai quali il filosofo verde ha preso più volte le distanze dichiarando guerra a corruzione e narcotraffico - le due pietre miliari del potere di Uribe - è come se gridasse ai colombiani: attenzione, anche Antanas è uno dei nostri.

Un accordo nazionale, spiega Santos, nel nome del "lavoro, lavoro e più lavoro". Sconfiggere la disoccupazione sembra essere sia il suo principale slogan e sia fra le caratteristiche che, a suo dire, lo legherebbero a Mockus. Assieme a "prosperità democratica, sicurezza democratica, trasparenza e buon governo". Tutte tematiche care anche ai verdi. Dunque, perché non governare insieme... 

Un punto di vista, quello di Santos su Mockus, che paradossalmente coincide con la parte diametralmente opposta dello schieramento politico. La senatrice dell'opposizione Piedad Córdoba, mediatrice negli ultimi anni tra guerriglia e governo, ha più volte dichiarato che Mockus è un personaggio creato dell'establishment per legittimare le elezioni. "E' stata fittizia e mediatica la sua crescita", ha precisato subito dopo aver appreso i risultati delle elezioni del 31 maggio. Prima di quel giorno, infatti, ogni sondaggio dava un testa a testa fra Santos e il verde matematico, previsione totalmente discostante dalla realtà che ha visto Mockus fermarsi al 21,5. Non c'è dunque differenza, per la bella senatrice, fra i due personaggi: uno serve all'altro. E di qui l'invito ad astenersi dal votare al ballottaggio.

All'astensione totale hanno invece, da sempre, inneggiato i gruppi guerriglieri, Forze armate rivoluzionarie in testa. E i colombiani, volenti o nolenti, le hanno accontentate, dato che il 51 percento degli aventi diritto non hanno votato. Di 29.983.279 persone iscritte nelle liste elettorali, si sono presentati solo 14.699.845.
Con un comunicato semplice e chiaro, emesso pochi giorni prima del voto, le Farc hanno ripercorso storicamente il conflitto armato colombiano, puntando il dito contro ognuno dei candidati in lizza, i quali a loro vedere non stavano proponendo niente di nuovo per il "popolo sofferente". Quindi, l'invito a non recarsi alle urne. Stessa linea, chiaramente, ripetuta a spron battente per il ballottaggio. Sul quale, invece, sta puntando tutto Mockus, speranzoso di risvegliare proprio le coscienze degli astensionisti. "Se ognuno di voi convince tre persone, ce la faremo", ha detto ai suoi elettori, dopo aver rifiutato un'alleanza con la sinistra, dalla quale si dichiara totalmente distante.

Parole chiave: mockus, santos
Categoria: Elezioni, Guerra
Luogo: Colombia