01/03/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



A dare la caccia di Bin Laden ci sono gli uomini della Task Force 121
William Boykin“Noi siamo una nazione cristiana, e il nostro nemico, il nemico della guerra al terrorismo è un tale che si chiama Satana”. “Il nostro è il vero Dio: quello adorato dai musulmani è un idolo”. Bush è diventato presidente nel 2000, pur non avendo ottenuto i voti sufficienti, perché Dio stesso ha voluto che andasse al potere”. Parole di William Boykin, il generale a tre stelle dell’esercito degli Stati Uniti che dirige la caccia delle forze speciali a Osama Bin Laden e al mullah Omar, dopo aver concluso con successo quella a Saddam Hussein.Parole pronunciate in diverse occasioni durante infiammati discorsi che l’ufficiale, con la divisa indosso, ha tenuto dai pulpiti di varie chiese evangeliche in giro per gli Stati Uniti.

Boykin, fondamentalista cristiano e fanatico militarista, è un veterano dei corpi speciali Delta Force. Ha partecipato al tentativo di liberare gli ostaggi dell’ambasciata Usa in Iran nel 1980, ha dato la caccia al principe colombiano della droga, Pablo Escobar, e nel 1993 si è battuto contro i signori della guerra islamici in Somalia. E’ un pupillo del segretario alla Difesa Usa Donald Rumsfeld, che lo scorso giugno, dopo aver difeso le sue esternazioni in nome della “libertà di parola”, lo ha nominato vice sottosegretario alla Difesa per l’Intelligence con la funzione di assistente militare del sottosegretario Stephen Cambone, altro adepto della setta politica neoconservatrice di Rumsfeld. A Boykin è stato affidato il compito di organizzare e gestire la caccia ai most wanted: Saddam Hussein, Bin Laden e il mullah Omar.

Task Force 121 L’estate scorsa, tra una predica e l’altra, Boykin ha lavorato al campo d’addestramento per le forze speciali di Fort Bragg, nel North Carolina, per mettere in piedi la Task Force 121, un commando segreto di manhunters, di rambo cacciatori di uomini votati a un solo scopo: catturare, vivi o morti, i diabolici nemici dell’America. Così il generale ha raccolto i migliori uomini della Delta Force e dei Navy Selas già operativi in Iraq (nella Task Force 20) e Afghanistan (Task Force 5), affiancandoli con alcuni agenti speciali operativi della Cia da mission impossibile. Ha fornito loro armamenti speciali e un addestramento molto particolare.

Boykin si è ispirato alle tattiche usate dagli squadroni della morte della Cia durante la famigerata “Operazione Fenice” condotta durante la guerra del Vietnam per “neutralizzare le infrastrutture” della guerriglia vietcong. L’operazione, come confessò poi il suo direttore William E. Colby, era “sfuggita di mano”: 41 mila vietnamiti vennero torturati e uccisi tra il 1968 e il 1872 per mano dei soldati sudvietnamiti e americani nell'ambito dell'operazione. Secondo Boykin, però, la tattica era giusta: rapire persone a cui estorcere, con qualsiasi mezzo, informazioni per individuare e neutralizzare il nemico.

Questa tattica, Boykin l’ha messa subito in pratica in Iraq, nello scorso autunno. Gli uomini della Task Force 121 hanno catturato persone (ufficiali dell’esercito saddamita, gerarchi del partito Baath, membri del clan di Tikrit) che hanno portato alla cattura di altre persone sempre più ‘ben informate’ e vicine all’obiettivo finale: Saddam. All’inizio di dicembre il cerchio ha cominciato a chiudersi e il 13 tutto era pronto per l’operazione “Alba Rossa” che ha portato alla cattura dell’ex raìs. La strategia di Boykin era risultata efficace e quindi immediatamente applicabile anche in Afghanistan.

A metà febbraio la Task Force 121 è stata trasferita sul confine afgano-pachistano per iniziare la caccia a Osama Bin Laden e al mullah Omar, nascosti da qualche parte sulle inaccessibili montagne della cosiddetta fascia tribale, protetti dai locali leader pashtun e dai miliziani della resistenza talebana. I rambo di Boykin sono entrati subito in azione assieme alle truppe dell’esercito pachistano, che intorno al 20 febbraio ha lanciato un’operazione anti-terrorismo senza precedenti, inviando migliaia di soldati a rastrellare i villaggi sulle montagne tra Quetta, nel Belucistan, e Wana, nel Warizistan.

L'annuncio della cattura di Osama fatto da Radio Teheran è sicuramente prematuro, ma i crociati di Boykin sono sulle sue tracce.

Enrico Piovesana 
Categoria: Guerra
Luogo: Afghanistan