08/06/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Attivisti di tre organizzazioni umanitarie manifestano davanti all'ambasciata italiana

Anche a Londra si prepara una manifestazione a sostegno di Joy, giovane donna nigeriana che ha avuto il coraggio di denunciare l'ispettore Vittorio Addesso per tentato stupro durante la sua permanenza presso il CIE (Centro di identificazione ed espulsione) di Milano.

Promotrici dell'evento sono le donne di tre organizzazioni: All African Women's Group, Black Women's Rape Action Project e Global Women's Strike. Donne impegnate da anni in favore della giustizia e dei diritti partendo dalle propri vissuti di rifugiate, emarginate, richiedenti asilo, discriminate.

Perché avete deciso di sostenere la battaglia di Joy?
Cristel Amiss: (una delle fondatrici di Black Women's Rape Action Project): Siamo in contatto con Joy e siamo convinte dell'importanza di un supporto e una risonanza internazionale. Molte donne che fanno parte della nostra organizzazione hanno provato l'isolamento e l'abbandono di chi arriva in un Paese straniero per chiedere aiuto ma il più delle volte si scontra con un ambiente deliberatamente ostile e razzista, dove chi dovrebbe proteggerti può trasformarsi in una minaccia. Invece di essere trattate come vittime si diventa criminali, bisogna certificare e provare le proprie parole. La battaglia di una di noi è la battaglia di tutte noi e crediamo che una volta messa a conoscenza dei fatti, l'opinione pubblica sosterrà Joy.

Sarah Kajjumba (Attivista di All African Women's Group): La maggior parte di noi ha subito gli stessi torti: siamo state detenute, stuprate, vittime di soprusi e violenze. Crediamo che sia fondamentale il nostro appoggio per Joy, per far conoscere agli italiani all'estero e all'opinione pubblica di altri Paesi cosa accade nei CIE italiani purtroppo simile a ciò che accade nelle stesse strutture in Inghilterra. Alcune di noi hanno partecipato allo sciopero della fame di sei settimane nel Yarl's Wood Immigration Removal Centre, sappiamo per esperienza personale la forza del sostegno dall'esterno quando si sceglie con coraggio di uscire dal silenzio.

Cosa chiedete con la manifestazione davanti all'ambasciata italiana a Londra?

Didi Rossi (attivista del Global Women's Strike): Martedì prossimo si terrà la prima udienza sul caso Addesso e in quell'occasione chiediamo un permesso di soggiorno e la protezione di cui Joy ha diritto, in quanto vittima di chi l'ha costretta a prostituirsi, sfruttatori che si sono già vendicati per la sua fuga sulla sua famiglia, uccidendo suo padre, sua sorella e suo fratello. Se giudicato colpevole, chiediamo che Vittorio Addesso affronti una sentenza che tenga in considerazione i suoi abusi di potere e la gravità del reato commesso. Chiediamo inoltre le immediate dimissioni di Massimo Chiodini, direttore del centro di detenzione per non aver adempiuto al suo dovere di proteggere persone sotto la sua responsabilità.

L'atto di coraggio di Joy porta alla luce la situazione dei CIE italiani, per questo chiediamo un'indagine immediata in merito alle denunce di stupro e violenza di chi è stato detenuto in questi centri.

Cristel: Abbiamo deciso di protestare davanti all'Ambasciata perché lo Stato italiano deve trovare e punire i colpevoli di questi reati. Dando in gestione a terzi i CIE diventa sempre più difficile trovare identificare i veri responsabili, ed è in questo che lo Stato deve dare il suo contributo.

Ilaria Brusadelli

 

Categoria: Diritti, Migranti
Luogo: Gran Bretagna