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Fonti del governo dello Stato ebraico hanno reso noto questa mattina che il governo di Benjamin Netanyahu è in attesa del via libera degli Stati Uniti per la creazione di una commissione di inchiesta nazionale, composta da giudici ed esperti, sull'attacco alla Freedom Flotilla.
La riunione ristretta di ministri, convocata ieri dal primo ministro israeliano, ha quindi respinto la proposta dell'Onu di formare una commissione internazionale con Usa e Turchia. Se gli Stati Uniti non daranno l'Ok, sempre stando a quanto riportato da fonti governative, "non ci sarà modo di creare" la commissione.
Secondo una fonte ufficiale israeliana citata ieri dal sito di Haaretz, la commissione dovrebbe comprendere giudici esperti in diritto internazionale. Due giuristi stranieri, di cui almeno uno statunitense, saranno invitati a farvi parte come osservatori. Il compito della commissione, fra l'altro, sarebbe quello di indagare sulla legittimità dell'embargo imposto alla Striscia di Gaza. La commissione non avrà invece i poter per interrogare i militari che hanno preso parte all'operazione. Non è ancora chiaro se potrà indagare sui vertici militari, tra cui il capo di Stato maggiore, Gabi Ashkenazi, e il comandante della Marina, Eliezer 'Chiney' Marom.
Ieri sera era arrivato l'annuncio dell'istituzione di un'altra commissione d'inchiesta, interna all'esercito israeliano: il maggiore Giora Eiland dovrà esaminare l'attacco alla flottiglia che ha provocato nove morti.
Parole chiave: Freedom Flotilla, Gaza, Israele, Onu, Usa, inchiesta