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Oltre 600 persone sono morte in Darfur, Sudan meridionale, nel mese di maggio: 444 hanno perso la vita nel conflitto tra l'esercito e i ribelli del Movimento per la giustizia e l'uguaglianza (Jem), 126 negli scontri tribali e 31 in altri tipi di violenza. Il numero delle vittime ha raggiunto la soglia più alta dal 2008, da quando sono intervenute le forze di pace che vedono la collaborazione tra Unione Africana e Nazioni Unite. A maggio si è raggiunto questo picco di violenza perché lo scorso mese i ribelli del Jem hanno interrotto i negoziati di pace, accusando il governo di aver ripreso unilateralmente le ostilità contro di loro nel Sudan meridionale e centrale. Un documento classificato rivela che anche due gruppi arabi rivali, Rezeigat e Misseriya, hanno cominciato le ostilità lo scorso marzo.
Le trattative per la pace, in Darfur, lo scorso aprile hanno consentito lo svolgimento pacifico delle prime elezioni multipartitiche degli ultimi 24 anni. Dall'inizio degli scontri tra esercito e ribelli, nel 2003, secondo le Nazioni Unite sono morte 300mila persone e 2.6 milioni sono disperse. Il governo di Omar al-Bashir ha negato la veridicità di queste statistiche.