04/06/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



A bordo: un carico di cemento, equipaggiamenti medici, giocattoli e carta per scrivere. Problemi tecnici alle altre due navi d'appoggio

La nave irlandese "Rachel Corrie" della Freedom Flotilla rinuncia alla missione e non cercherà, per ora, di rompere l'isolamento imposto alla Striscia di Gaza. Il consigliere legale del movimento Free Gaza ha spiegato che le ragioni di tale decisione sono collegate a problemi tecnici delle navi d'appoggio che dovevano accompagnare la "Rachel Corrie". Alcuni esponenti del movimento pacifista hanno accusato Israele di aver sabotato le due imbarcazioni, Challenger 1 e Challenger 2, su cui dovevano viaggiare anche alcuni giornalisti.

La "Rachel Corrie" trasportava un carico di cemento, equipaggiamenti medici, giocattoli e carta per scrivere. A bordo viaggiavano, fra gli altri, il premio Nobel irlandese Mairead Maguire e l'ex vice segretario dell'Onu Denis Halliday. Dopo la tragedia di lunedì mattina, il ministro degli Esteri israeliano aveva comunicato alla nave irlandese che sarebbe stata bloccata prima di arrivare nella Striscia, ma che avrebbe potuto scaricare il carico di aiuti umanitari per Gaza nel porto israeliano di Ashdod.