25/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo la rivoluzione dei garofani, l'ex colonia portoghese viene abbandonata a se stessa
CartinaIsola tra due oceani, l’Indiano e il Pacifico, e tra due continenti, l’Asia e l’Australia, Timor Est appartiene anche al nostro mondo: al Portogallo, in quanto ex colonia, e alla coscienza dell’Europa.

All’indomani della Rivoluzione dei Garofani, l’esercito portoghese lascia Timor Orientale, così come molte altre delle sue colonie. Nel 1976, però, l’Indonesia annette unilateralmente l’isola senza riconoscimento internazionale. Nasce così il Fronte di liberazione nazionale (Fretlin). Nel settembre ’99 i timoresi votano finalmente il referendum a favore dell’indipendenza dall’Indonesia, ma l’evento segna l’inizio di un inferno di guerra. In realtà tutti i 25 anni precedenti il ’99 sono segnati da terribili violazioni dei diritti umani: un quarto della popolazione scompare da vittima o da prigioniero.

Due persone, in particolare, conducono, seppure in modo antitetico la lotta per la libertà: il premio nobel portoghese per la pace, monsignor Belo, e il capo degli Monsignor Beloindipendentisti timoresi, Banana Gusmao, attuale presidente di Timor. Quello stesso anno, l’Onu mobilita la missione militare internazionale nel Paese, in soli quindici giorni. Timor arriva per la prima volta alle cronache internazionali, dopo secoli di isolamento geografico, linguistico e culturale. Per il Portogallo rappresentava il luogo più remoto dell’”ultramar” e per Salazar, in particolare, il luogo più adatto all’esilio dei dissidenti politici.

Il colonialismo portoghese ha lasciato un marchio indelebile in questa terra dell’Estremo Oriente, come del resto in tutti i possedimenti asiatici ed africani. Ha creato comunità meticce, attraverso una grande commistione di lingua, cultura e credenze. Questo ha prodotto anche disequilibri: i timoresi, influenzati da elementi nuovi e lontani, hanno iniziato a differenziarsi e isolarsi sempre di più dalle popolazioni circostanti. Per esempio, si sono aggrappati alla fede della madrepatria, un cattolicesimo radicale.

Xanana Gusmao Il ruolo del clero è stato fondamentale per la salvezza di tantissime persone; il Papa è stata la prima figura di influenza internazionale a recarsi nell’89 in questi luoghi. Timor Est si è trasformata in un mondo anacronistico dove nel dopoguerra, quando nel resto delle ex colonie si promuovevano piani di sviluppo, non c’erano la luce elettrica, il telefono e qualsiasi sistema che la mettesse in contatto con la modernità. La capitale Dili non ha conosciuto il boom del trasporto aereo degli anni ’60 e la mortalità infantile ha mantenuto fino a oggi tassi elevatissimi. La decolonizzazione portoghese caotica e frettolosa ha abbandonato un Paese poverissimo e sottosviluppato allo sfruttamento della potenza indonesiana.

Timor East haraggiunto l'indipendenza solo il 20 maggio 2002. Xanana Gusmao è da allora presidente.

Francesca Lancini 
Categoria: Storia
Luogo: Timor Est