23/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



25 aprile 1974: i militari conducono il golpe non violento che segna la fine della dittatura
Rivoluzione dei garofaniE’ trascorsa da poco la mezzanotte del 25 aprile 1974, quando la cattolica Radio Renascença trasmette una canzone che segnerà l’inizio di una svolta epocale in Portogallo. Le note di “Grandola Vila Morena” del poeta Jose Zeca Alfonso accompagnano il golpe non violento che porrà a fine, di lì a poche ore, alla dittatura europea più lunga del Novecento (1932-74). I militari del Movimento das forças armadas (Movimento delle forze armate – Mfa) guidati da Antonio Spinola occupano la capitale, Lisbona, e le principali città del Paese.

E’ finito il regime oppressivo inventato da Salazar (1932-’68) e protratto dal successore Caetano. E’ terminata una guerra coloniale fatta di morte e barbarie per chi la subiva e per chi era costretto a combatterla. Nelle canne dei fucili sono inseriti dei fiori: i garofani che in aprile colorano i mercati della capitale. La popolazione scende spontaneamente nelle piazze a esultare per la ritrovata libertà. Questo è il senso della "rivoluzione portoghese".

Tornano i rifugiati politici. Nella principale stazione di Lisbona, Santa Apollonia, non lontano dal Tago, arriva Mario Soares, capo del partito socialista in esilio a Parigi. Da Mosca giunge, un altro uomo politico chiave della storia portoghese, Alvaro Cunhal, leader del Partito Comunista. Nelle strade di Lisbona è tutta una festa. I mezzi di comunicazione internazionali si interessano per la prima volta al piccolo Paese ai confini dell’occidente e l’Europa osserva incredula.
 
Categoria: Storia
Luogo: Portogallo