28/05/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Il governo ha proclamato lo stato di calamità nei dipartimenti di Escuintla, Guatemala e Sacatepéquez

Il vulcano Pacaya ha iniziato a eruttare lava, cenere e fumo mercoledì scorso. Al momento, l'eruzione ha provocato la morte del giornalista della televisione nazionale, Aníbal Archila e tre bambini risultano dispersi. Il risveglio del vulcano Pacaya ha provato anche une ventina di feriti.

Il Governo del Guatemala, guidato dal presidente Álvaro Colom, ha confermato lo stato di calamità nei dipartimenti di Escuintla, Guatemala e Sacatepéquez, che si trovano vicini alle falde del vulcano che sono rispettivamente nel sud, centro e ovest del Paese. Colom ha anche annunciato la chiusura dell'Areoporto Internazionale La Aurora, presso la capitale, Ciudad de Guatemala. Nel Paese vi sono 288 vulcani di cui otto destano preoccupazione perché potrebbero riprendere la loro attività. Alejandro Maldonado, a capo delle forze guatemalteche di prevenzione dei disastri naturali, ha stabilito l'evacuazione di 750mila persone che sono minacciate dall'eruzione vulcanica. Gli abitanti di San José El Rodeo si sono rifiutati di abbandonare il loro villaggio. "Stiamo tentando di convincerli perché corrono gravi rischi", ha spiegato Maldonado.

Nel frattempo, è salita l'allerta anche per le piogge continue che potrebbero provocare una depressione o una tormenta sulla costa sud guatemalteca, l'altopiano centrale e la capitale. Le piogge hanno fatto aumentare l'altezza delle onde che hanno raggiunto i quattro metri contro l'abituale dimensione di 1.5 metri. L'ente per la protezione civile locale, la Conred, ha inviato aiuti alimentari nelle zone del Paese più colpite da questa calamità.