27/05/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Qualunque sia il risultato finale, é indubbio il merito di Mockus nel riportare la fiducia alle urne. Milioni di giovani, in ogni partedel Paese, hanno trascinato nell'"onda verde" genitori ed anziani, costruendo un movimento che si percepisce ovunque

Scritto per noi da
Sandro Bozzolo
 

Bogotá, domenica 23 maggio 2010. I candidati alle prossime elezioni presidenziali chiudono ufficialmente una campagna elettorale piú intensa e ricca di sorprese del previsto, prima di immergersi nel silenzio della settimana che precede il voto. Lungo le strade della Capitale, nonostante la pioggia, una massa colorata di verde si avvia verso la centralissima Plaza Bolivar, pronta a stringersi, ancora una volta, intorno al Professor Mockus, l'uomo nuovo che ha saputo riportare la politica verso i cittadini, e viceversa. Un gruppo di sostenitori del Partido Verde va controcorrente, e chiede alla gente di tornare indietro: "l'evento é annullato per pioggia", dicono. "Non ci sará nessuna chiusura di campagna elettorale, in Plaza Bolivar".

E' la rappresentazione ultima di una campagna elettorale che si é giocata su due linee etiche completamente opposte, entrambe ispirate dalla concezione stessa di "politica" che i due candidati principali incarnano. Juan Manuel Santos, controverso erede di Uribe in un partito político (il Partido de la U) che da sempre ha privilegiato i fini ultimi ai mezzi impiegati per raggiungerli, non esita a giocarsi il tutto per tutto pur di fermare l'avanzata della "marea verde". Fino ad arrivare a mimetizzare alcuni suoi seguaci con la maglietta di Mockus, pur di sottrarre qualche presenza ai ventimila colombiani che riempiranno la Plaza Bolivar.

Cosí si é chiusa una corsa alla Presidenza in un certo senso inedita, nel panorama colombiano. La vasta gamma di volti e proposte (sei candidati) ha senza dubbio arricchito il discorso democratico su cui costruire la Colombia del dopo-Uribe, anche se la forza politica di Juan Manuel Santos, costruita su un sistema di corruzione e favori che garantisce voti in ogni angolo del Paese, lascia piú di un'inquietudine a chi spera ardentemente in una Colombia lontana dai fantasma del passato. Molto probabilmente, comunque, nessuno dei sei candidati raggiungerá il 30 maggio quel 50% dei consensi necessario per entrare a Casa Nariño, e sará il ballottaggio del 20 giugno a definiré il nome del futuro Presidente.

Qualunque sia il risultato finale, é indubbio il merito di Mockus nel riportare la fiducia alle urne. Milioni di giovani, in ogni partedel Paese, hanno trascinato nell'"onda verde" genitori ed anziani, costruendo un movimento che si percepisce nei manifesti appesi alle finestre, nei "flash mod" (comizi elettorali organizzati in tempo reale su internet) che hanno invaso centri commerciali, biblioteche e piazze cittadine, nei "gruppi verdi" che spontaneamente sono sorti in ogni cittá, contraddicendo una tradizione di apatia che da sempre contraddistingue il popolo colombiano. Una fiducia che potrebbe rivelarsi a doppio taglio, se sará la "politicheria" di Santos ad imporsi. Maria Camila, studentessa universitaria, non usa mezze parole per definire il momento storico: "é l'ultima opportunitá che la mia generazione offre ai nostri genitori. Mockus é la rottura netta con la politica che si é portata avanti per interi decenni, con i risultati tragici che tutti conoscono, e molti nascondono. Se il 30 maggio questo Paese non saprá invertire la rotta, significa semplicemente che non é il Paese in cui costruire un futuro. E l'unica alternativa possibile, per quei giovani colombiani che si stanno impegnando in prima linea con il Partido Verde, sará la fuga".

Categoria: Elezioni, Guerra
Luogo: Colombia