25/04/2005
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25 aprile 2005, il lascito della Resistenza
25 Aprile 2005. Sessant'anni trascorsi tra diverse tendenze nella
opinione pubblica italiana, nel giudicare questa data, il cui spessore
storico resta comunque incontaminabile.
Passata in modo definitivo l'ignobile teoria sulla equiparazione tra i
valori della Resistenza e quelli del nazifascismo, si è aperta la
campagna del Revisionismo a diversi livelli, tra cui quello più assurdo
del capo del Governo, Berlusconi, che ignora la data del 25 Aprile in
chiaro contrasto con il Presidente della Repubblica Ciampi, per il
quale la Resistenza rimane l'atto più glorioso della rinascita
italiana.
Per il Revisionismo la lotta di Liberazione è stata organizzata e poi
vissuta da una minoranza politica, mentre il grosso degli italiani, (la
cosiddetta massa grigia) restava passivamente in attesa degli
avvenimenti, puntando soltanto sulla vittoria degli alleati,
giustificando anche la posizione del rinato fascismo in difesa del
vecchio patto di ferro tra Hitler e Mussolini.
Questa posizione teorica ignora diversi principi che poi la storia stessa si permette
di contrastare.
La "massa grigia", o meglio la maggioranza numerica , quando mai è
stata in grado di provocare rivolgimenti tali da rinnovare o promuovere
novità decisive negli Stati?
In tutti i campi, nella cultura, nell'arte, nella politica, nel
costume, senza singoli individui o gruppi più o meno numerosi, ma
decisi al cambiamento, le acque sarebbero rimaste stagnanti.
Cristo o Lenin possono restare come fonte di principio, ma
l'azione per rendere operanti quelle idee non è mai stata operata
dalla "massa grigia". Sempre le minoranze, e mai con facilità, hanno
smosso le acque paludose del quieto vivere, riuscendo poi a
portare sul proprio terreno anche le maggioranze.
Dai "Mille" di Garibaldi all'ottocento risorgimentale, al Futurismo in
arte, all'Antifascismo prima Clandestino e poi Combattente, nella
Resistenza il processo ha sempre seguito quella via.
Ma io aggiungo un particolare, una eccezione nella Storia. Com'è stata
possibile l'esistenza di una maggioranza silenziosa, "una massa grigia"
in attesa tranquilla della vittoria alleata, mentre l'Italia
sprofondava nell'abisso più tremendo della sua storia?
Potevano esserci dubbi sulla responsabilità del fascismo e della
monarchia sabauda, su quanto stava accadendo, nelle famiglie italiane?
I morti, i feriti, i torturati. I deportati, le città e le proprietà
distrutte dai bombardamenti, il dramma dell'otto settembre, le perdite
dei nostri territori. Lo sfascio dell'Amministrazione statale e tutto
il resto che sarebbe lungo da raccontare e ripetere ancora una volta.
Tutto questo poteva restare affidato solo alla speranza che avesse fine
al più presto la guerra?
E' possibile che non fosse necessario che gruppi o individui di altro
spessore civile e politico non si mettessero alla testa di un grande
movimento di riscossa, non per solo spirito di rivincita, ma avendo una
chiara prospettiva per il domani dell'Italia?
Quindi: Liberazione dalla dittatura - Repubblica democratica -
Costituzione progressista - Voto alle donne - Libertà di parola e di
pensiero - Lavoro al primo posto delle rivendicazioni e altro
Questo è il lascito di quelle minoranze che formarono la Resistenza. Questo è
il valore dei sessant'anni del 25 Aprile
La Pace e la Solidarietà sono concetti nati dalle basi di pensiero che
la Resistenza ha messo a disposizione dei cittadini e delle Istituzioni
nel corso di questi mai facili sessant'anni di Storia.