27/05/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Un reportage di Vittorio Arrigoni dalla Striscia di Gaza, dove neanche i bambini sono al sicuro

scritto per noi da
Vittorio Arrigoni

foto di Radmila Stojanovic*

Gli abitanti di Beit Hanoun sono andati a dormire martedì notte e si sono risvegliati di soprassalto agli inizi del gennaio 2009.

Era infatti dai giorni del massacro di un anno e mezzo fa che a Nord della Striscia non piovevano dal cielo ordigni così devastanti come i due missili lanciati all'alba di ieri, 26 maggio 2010, da caccia F16 israeliani nel centro della città. Quindici civili palestinesi sono rimasti seriamente feriti. Obiettivo ipotetico del bombardamento una base di addestramento delle Brigate Ezzedin al Qassam, il braccio armato di Hamas. Ipotetico dicevamo, e infatti le deflagrazioni si sono occupate principalmente di ridurre in macerie un campo estivo per bambini che avrebbe dovuto aprire i battenti ai primi di giugno, comprensivo di parco giochi e piscina.

A meno che i temibili mujaheddin di Hamas non si esercitino a spazzare via Israele su scivoli e altalene, e non immaginino di invadere i porti di Ashkelon e Ashdod a nuoto in stile libero, direi che il bersaglio è stato mancato. Nel gennaio 2009 centinaia di infrastrutture per l'educazione e lo svago dei bambini di Gaza come scuole, orfanotrofi e parchi giochi sono state distrutte o seriamente danneggiate dall'esercito israeliano. Con l'assedio imposto alla Striscia Israele vieta l'entrata di qualsiasi materiale per la ricostruzione, e quegli edifici pericolanti sono rimasti tali e quali a distanza di più di un anno. La stessa sorte che toccherà al centro ricreativo di Beit Hanoun appena distrutto. 


Secondo testimoni presenti sul posto l'aviazione israeliana ieri mattina ha utilizzato dei particolari tipi di ordigni denominati "dumb bombs", gli stessi che utilizza quando bombarda i tunnel al confine di Rafah. Le "dumb bombs" sono missili a guida laser ad alta penetrazione, come il PB500A1, che secondo gli esperti conferisce un impatto esplosivo pari a una bomba a due volte la sua dimensione. Sopra un frammento del missile ripescato fra le macerie è ancora impresso il numero di serie dell'industria USA che lo ha fabbricato. Oltre al campo estivo innumerevoli sono stati i danni agli edifici vicini, sino a 500 metri dall'impatto dei missili a terra.
Un negozio di acconciature e una farmacia sono state seriamente danneggiate dopo l'esplosione.

I frammenti delle bombe hanno perforato i muri di una stanza nella quale dormiva in una culla un bambino di dieci mesi, miracolosamente rimasto incolume.
Tanto scalpore nel mondo aveva giustamente suscitato qualche giorno fa l'atto di vandalismo di un gruppo di estremisti salafiti ai danni di un campo estivo dell'Unrwa a Gaza, mentre la distruzione del centro ricreativo di Beit Hanoun è passato pressoché inosservato. L'innocenza dei bambini dovrebbe essere preservata ad ogni costo, sia che gli orchi siano degli ipnotizzatori islamisti col turbante, sia che siano dei serial killer in divisa da soldati che uccidono da diecimila metri di altezza. Restiamo umani.

 

* Vittorio Arrigoni e Radmila Stojanovic operano nella Striscia di Gaza per l'International Solidarity Movement