26/05/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La maggior parte degli aventi diritto al voto appartiene alle fasce più disagiate della popolazione, e sarà trascinata in forza alle urne da un meccanismo di potere collaudato.

Scritto per noi da
Alessandro Ingaria
Sandro Bozzolo
foto di Hernan Sierra

Tempo di elezioni, ciclico dovere di democrazia. Una volta, una su tante, migliaia di giovani che cercano di cambiare il corso di una storia senza lieto fine. Gente comune, di ogni classe, ha appeso alla porta della propria casa un manifesto, una speranza.

Partido verde, Mockus presidente. Un movimento tanto inedito quanto spontaneo di chi ha deciso di schierarsi per un cambiamento, senza pressioni, senza richieste. Ben diverso dal partito dell'attuale ministro della difesa, Santos, che riempie bus di povera gente con la promessa di una t-shirt e un piatto abbondante durante i comizi per le elezioni.

C'è chi ha deciso di sostenere e votare Mockus perché è stato il miglior sindaco di Bogotà, e chi invece, come Juan, lo ritiene semplicemente "una persona intelligente". Camilo, commerciante del Magdalena Medio, ci racconta una storia. Due anni fa ad una sua amica della provincia di Santander è improvvisamente sparito un figlio di 15 anni. Disperata, dopo aver cercato invano, si è recata dal procuratore del tribunale locale. Alle sue pressanti richieste veniva opposta una secca risposta: "La smetta di cercare suo figlio se non vuole trovare la stessa fine". Recente passato di una guerra non dichiarata tra pezzi di stato paramilitari violenti e un popolo inerme sacrificato in nome di interessi lontani. Camilo voterà per Mockus.

Ma è Luz, studentessa di scienze sociali, a spiegare il processo di cambio sociale che si attende da Mockus. Nella sua mente è ancora nitido il ricordo di una famiglia allegramente seduta lungo il fiume, a godere una domenica pomeriggio qualunque. Nella macchina, abbandonato sotto il sole, il figlio down adolescente. "Solo quando io e i miei amici abbiamo iniziato ad osservarli spudoratamente " dice Luz " si sono decisi a chiamarlo con loro. E questo è il messaggio che Mockus cerca di inculcare ai colombiani: i conflitti, il narcotraffico, la corruzione si possono combattere solo partendo da una condanna sociale collettiva".

Peacereporter ha avvicinato un componente della famiglia dell'attuale presidente Alvaro Uribe per avere un commento sulle elezioni. Riferisce che Mockus è troppo accademico per il ruolo di presidente, "non è automatico che un professore universitario sia un buon politico, anzi". Meglio un personaggio come Santos, "lui sì che sa come maneggiare le cose". Sul passato recente ci racconta che i falsos positivos (giovani contadini uccisi dall'esercito per incassare i premi sulla caccia ai guerriglieri Farc) sono una montatura della stampa estera; che sebbene ci sia un inchiesta giudiziaria su 2 mila morti, la Colombia è un Paese in guerra da 50 anni, e i falsos positivos sono "effetti collaterali". Dopotutto, ricorda, "anche durante la seconda guerra mondiale in Europa ci sono stati migliaia, se non milioni di falsos positivos". I desplazados (i profughi interni della guerra sucia) li definisce marijuaneros (consumatori abituali di marijuana) che non hanno voglia di lavorare e allora se ne vanno in cerca di fortuna.

Singolare la mossa del candidato uribista che ha apportato drastici cambiamenti alla sua campagna elettorale: da qualche giorno, il cognome di Santos è stato cancellato dagli slogan politici, sostituito da un più confidenziale "Juan Manuel Presidente" nel tentativo di cancellare lo scomodo passato personale e familiare (i Santos controllano la Colombia da interi decenni) di un personaggio effettivamente inviso alla maggior parte dei cittadini.

Al di là di ogni possibile previsione, ancora una volta sarà la pragmatica dei giochi elettorali a determinare il prossimo presidente della Colombia. La maggior parte degli aventi diritto al voto appartiene infatti alle fasce più disagiate della popolazione, e sarà trascinata in forza alle urne da un meccanismo di potere collaudato, che impone ai senatori dei principali partiti politici di garantire ai loro leaders un quorum di voti. Proprio per questo, migliaia di osservatori volontari si stanno impegnando in prima persona a monitorare i seggi elettorali in ogni parte del Paese, con particolare attenzione rivolta alle aree rurali. La Colombia è di fronte ad un'utopia, ed il potere ha paura.

Parole chiave: Colombia, elezioni, mockus, santos
Categoria: Politica
Luogo: Colombia