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Scritto per noi da
Isabella Flisi
Antanas Mockus rappresenta la grande novità e la grande speranza in queste elezioni presidenziali. Filosofo e sociologo, ex rettore dell'Universidad Nacional de Bogotà. Mockus non è nuovo all'ambiente politico, è stato sindaco di Bogotà dal 1995 al 1997 e dal 2001 al 2004. Durante il primo mandato si è distinto per aver collocato accademici anziché politici nelle posizioni più rilevanti dell'amministrazione. Ironia della sorte, fu proprio il suo attuale sfidante Gustavo Petro che scommise su di lui come politico proponendogli di competere per la carica di sindaco di Bogotà nel 1995. Mockus fu il primo sindaco indipendente ad essere stato eletto, sconfiggendo il favorito Enrique Peñalosa. Il suo intervento sulla città è visibile e ha marcato cambiamenti radicali nella cultura della capitale. La politica di Mockus a Bogotà è misurabile con indicatori verificabili: meno traffico, miglior accesso alla città e maggiore sicurezza. È subito evidente che il candidato del partito Verde non è un politico tradizionale. Mockus ha sempre prestato grande attenzione all'influenza dell'arte sulla cultura. I suoi discorsi sono astratti, il suo carattere irriverente e le sue proposte innovative. Come sindaco, si è distinto per aver adottato un approccio diverso ai problemi tradizionali. Il modo in cui ha affrontato il problema traffico è un modello delle idee innovative di cui si fa portatore. In questo caso, Mockus anziché aumentare il numero delle sanzioni amministrative ha introdotto l'impiego di mimi come regolatori del traffico lungo le principali arterie della città, riscuotendo una notevole diminuzione degli incidenti e delle irregolarità. In aggiunta, Mockus ha fatto parlare molto di sé e ha raggiunto popolarità e apprezzamento promuovendo grandi azioni simboliche collettive, come quella che ha coinvolto 45 mila persone in un atto pubblico dipingendo su un cubo gigante i volti delle persone odiate, con lo scopo di esternare rabbia e violenza. A dispetto della grande risonanza degli eventi collettivi simbolici, questi rappresentano solo un aspetto minoritario della politica di Mockus, qualificata da investimenti concreti e politiche pratiche. Durante il periodo come sindaco Mockus ha preso anche molte misure impopolari come l'aumento dell'imposta sulla benzina, la proibizione dell'uso di fuochi d'artificio ai privati e la chiusura anticipata dei locali notturni. Nonostante l'impopolarità delle misure, la diminuzione dei tassi di omicidio è stata evidente e quantificabile. Nel 2006 Mockus presentò il Movimento Visionarios con Antanas alle elezioni parlamentari, senza raggiungere nessun seggio, né al senato, né alla camera. Nonostante la sconfitta continuò la campagna presidenziale con il partito Alianza Social Indígena e nelle elezioni presidenziali del 28 maggio 2006 si qualifica quarto. A partire da settembre 2009 aderisce al giovane Partido Verde colombiano, insieme con gli ex sindaci di bogotà Luis Eduardo Garzón e Enrique Peñalosa.
Le prime previsioni elettorali stimavano per il Partido Verde un consenso modesto, attorno al 10 percento. Solo recentemente il movimento ha rovesciato la scena politica stravolgendo le previsioni e stabilendo un testa a testa con il candidato favorito Santos. Il punto di svolta nella campagna elettorale del Partido Verde è avvenuto domenica 14 marzo, giorno delle primarie. Il Partido Verde, dimenticato dalla stampa e pressoché sconosciuto fuori dalla capitale, si è presentato alle urne con la formula dei "Tre tenori": Enrique Penalosa, Lucho Garzòn e Antanas Mockus si sono contesi la leadership del partito, in una campagna elettorale giocata sul campo di un profondo rispetto. Da quel momento oltre a salire vertiginosamente l'attenzione mediatica intorno al movimento sono aumentati febbrilmente i consensi. Specialmente dopo la fusione con Sergio Fajardo.
Elemento chiave della sua campagna elettorale è stato Facebook, il social network più diffuso in Colombia, grazie al quale Mockus ha raggiunto milioni di giovani. Durante questa campagna elettorale al partito verde va il merito di aver avvicinato i diffidenti alla politica. Per la prima volta nella storia del paese un movimento nato dal basso raggiunge un consenso così diffuso e diramato. Il programma elettorale di Muckus è coerente con il suo personale rifiuto di rispondere alla violenza con la violenza. Il suo atteggiamento personale testimonia un approccio non violento, come quando dopo aver ricevuto minacce di morte da parte di ignoti, rifiutò di aumentare la propria scorta armata e indossò una maglietta perforata all'altezza del cuore per lanciare un forte messaggio simbolico agli intimidatori. Una cosa è certa, il fenomeno Mockus promette di far parlare di sé ancora a lungo, a prescindere dall'esito delle elezioni del 30 maggio. Da questo movimento è nata una nuova e vigorosa coesione sociale, che lascia presagire un futuro politico persistente e durevole.