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Scritto per noi da
Isabella Flisi
Juan Manuel Santos nasce a Bogotà in una famiglia di classe alta. Decide fin da giovane di intraprendere la carriera politica, seguendo la tradizione di famiglia. L'educazione alla scuola militare gli fornisce un'indubbia impronta metodica e disciplinata. Si laurea in economia e amministrazione d'azienda. Dopo gli studi lavora come giornalista per il quotidiano El Tiempo, dove avrebbe dovuto prendere il posto del padre nella direzione, ma lasciò il giornale quando il presidente César Gaviria lo designò Ministro del Commercio Estero, nel 1991. Il suo ingresso nel Partito de la U è stato alquanto controverso e insapettato, dato che dalle colonne di "El Tiempo" Santos soleva criticare apertamente Uribe sostenendo il partito liberale. La svolta, a detta di molti, è avvenuta durante una riunione nella casa del Senatore Juan Fernando Cristo. Durante la carriera politica, Santos ha rivestito ruoli importanti e di rilievo. Fu Ministro delle finanze dal 2000 al 2002 e Ministro della Difesa durante il governo Uribe dal 2006 al 2009.
La sua politica si è contraddistinta per un marcato cosmopolitismo e, una sua eventuale elezione lascia presumere una maggiore apertura agli interessi stranieri nel Paese, in particolare quelli statunitensi. Il candidato del Partido Social de Unidad Nacional è stato coinvolto in uno scandalo per presunti coinvolgimenti con i gruppi paramilitari. Secondo una dichiarazione del capo paramilitare smobilitato Salvatore Mancuso, Santos avrebbe proposto al capo paramilitare Carlos Castano un'alleanza per sconfiggere l'allora presidente Ernesto Samper, e una sospensione bilaterale dei combattimenti con le Farc. Recentemente è stato coinvolto in un altro scandalo per le intercettazioni illegali effettuate da parte dei servizi d'intelligenza colombiani, DAS. Durante la carriera politica, Santos si è distinto per esser stato l'unico Ministro della Difesa che ha ottenuto un potere effettivo sulle forze armate. Inoltre, durante il periodo in carica come Ministro le forze armate, ha registrato alcuni tra i più importanti e noti successi della lotta alle Farc degli ultimi anni: la liberazione di Ingrid Betancourt e l'uccisione di Raul Reyes. Santos, che non ha tardato a prendersi i meriti di queste rinomate operazioni militari, rifiuta invece ogni coinvolgimento con lo scandalo dei falsi positivi che ha investito di recente le forze armate colombiane. Si tratta di uno degli scandali più vergognosi nella storia delle forze armate: la pratica di uccidere giovani innocenti e farli passare per guerriglieri morti in combattimento. Il 4 novembre, dopo lunghe pressioni, Santos ha ammesso pubblicamente che le forze armate sotto il suo comando hanno commesso esecuzioni extragiudiziali. Da varie parti, si richiede un'assunzione di responsabilità da parte di Santos in quanto Ministro in carica al momento dei fatti.
Nell'immaginario collettivo Santos rappresenta il logico proseguimento la politica della Seguridad Democratica uribista. Tutta la sua campagna elettorale punta sulla continuità con la politica uribista. La stertegia di Santos è quella di puntare non solo sulla congruenza politica, ma anche sull'identificazione personale con la figura di Uribe. L'obiettivo è quello di attirare su di sél'intero bacino di voti del popolo uribista. Presentandosi all'opinione pubblica come il successore naturale di Uribe, Santos spera di ricevere per diritto di successione l'elezione a presidente. Ad oggi Santos appare nei sondaggi come il candidato preferito, anche se per solo un punto percentuale. Nonostante l'intera campagna elettorale di Santos sia basata sulla consonanza con il progetto politico di Uribe, le differenze tra i due politici sono notevoli. Santos è un elitista mentre Uribe si è distinto per un lessico popolare che hanno fatto breccia nelle masse. Uribe è una persona ideologica, le sue idee politiche si rispecchiano totalmente nelle ideologie di destra, al contrario Santos è pragmatico e liberale nel senso più classico del termine ed anche un abile trasformista.