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I candidati a prendere le redini di un paese in guerra da quasi cinquant'anni, e da otto gestito da un governo che non ha avuto scrupoli a scendere a patti con i paramilitari, in una guerra sucia che ha portato valanghe di morti, corruzione e disprezzo dei diritti umani, sono nove. Due sembrano contendersi lo scettro, quattro saranno importanti per le eventuali coalizioni, mentre tre sono espressione di minoranze bisognose di essere rappresentate, ma sembra sicuro che non influiranno sul futuro politico colombiano.
I due partiti del testa a testa sono il Partido Social de Unidad Nacional, detto partito della U, quello del presidente uscente Alvaro Uribe, e il Partito Verde, cosiddetto "visionario", che promette di cambiare alla radice la Colombia. Per il primo corre Juan Manuel Santos, per i verdi, Antanas Mockus.
Dei quattro partiti che seguono a ruota nei sondaggi, pur restando molto al di sotto delle percentuali raggiunte nei sondaggi da Santo e Mokcus, la più quotata è l'unica donna del panorama elettorale, proposta dal Partido Conservador Colombiano: Noemí Sanín. A ruota, il Polo Democrático Alternativo, con Gustavo Petro e il Partido Liberal, con Rafael Pardo. Infine il Partido Cambio Radical di Germán Vargas Lleras.
I tre ha rappresentare partiti e movimenti ancora molto esili, seppur di grande energia, che comunque non sembra avranno nessuna chance di essere in qualche modo decisivi per il prossimo futuro politico colombiano sono Alianza Social Afrocolombiana di Jaime Araújo Rentería; Partido Político Apertura Liberal di Jairo Calderón; e Movimiento La Voz de la Consciencia, di Róbinson Alexander Devia.
Il profilo di Juan Manuel Santos
Il profilo di Antanas Mockus
Il profilo di Noemí Sanín
Il profilo di Gustavo Petro
Il profilo di Rafael Pardo
Il profilo di Germán Vargas Lleras