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Scritto per noi da
Isabella Flisi
La campagna elettorale 2010, ormai chiusa, si è rilevata come una delle più partecipate e discusse, non solo per la risonanza dei gravi scandali che hanno investito il governo negli ultimi anni (la parapolitica, i falsi positivi commessi dalla forza pubblica, gli scandali del DAS) ma principalmente per il fenomeno Mockus, il candidato del neo nato partito verde che, pur presentandosi per la prima volta alle elezioni presidenziali, riscuote un altissimo livello di consensi. Il Partido Verde rappresenta l'atipicità all'interno dello scenario elettorale. Il movimento irrompe come un fenomeno raro all'interno della politica colombiana, caratterizzata dal perpetuarsi di partiti tradizionali e da leader che cavalcano la scena politica da generazioni e, spesso, per tradizione di famiglia. All'aumentare della singolarità del confronto, aumenta l'attenzione mediatica verso una competizione sempre meno scontata. Antanas Mockus, secondo i dati delle inchieste, è passato in soli due settimane da 9 punti a 29 punti percentuali di gradimento. Rispetto alle prime previsioni elettorali, lo scenario si sta polarizzando sempre più. La tendenza attuale è quella di un'estremizzazione delle preferenze attorno a due candidati principali: Santos e Mockus. Nonostante la sbalorditiva adesione riscossa, una vittoria di Mockus è impossibile, salvo che il suo partito non riesca ad attrarre un numero rilevante di elettori uribisti. Questa ipotesi appare molto improbabile agli occhi degli analisti più esperti, data la divergenza tra il programma uribista e il programma del partito verde. Eppure, un'attenta analisi delle ultime tendenze sembra smentire questa congettura. Noemí Sanín, che fino a marzo era tra i candidati favoriti, con una preferenza attestata attorno al 12%, oggi è scesa vertiginosamente all'8%. La drastica discesa di Sanín e il rapido aumento di Muckus lasciano supporre che i voti della candidata del partito conservatore siano confluiti proprio nel Partido Verde di Mockus. In base a queste cifre è possibile affermare, contro qualsiasi previsione, che buona parte degli elettori uribisti si è lasciata attrarre dalla proposta verde, un programma nettamente contrapposto al programma conservatore. Fino a pochi mesi fa era inimmaginabile uno slittamento delle preferenze degli elettori uribisti verso un partito tanto difforme e innovativo rispetto ai principi conservatori. Ad aver determinato questo drastico cambiamento potrebbe essere stata la mancanza di un legittimo erede della politica uribista, ma anche la disillusione generata nell'elettorato dai continui scandali politici all'interno del partito della U. Nonostante la polarizzazione delle preferenze, la partita è ancora tutta da giocarsi. Le ultime previsioni ufficiali, datate 9 maggio, hanno stimato che il 21.7% degli aventi diritto al voto è ancora indeciso. Alla luce delle ultime analisi ufficiali, la grande sfida sarà tra Juan Manuel Santos (35%) e Antanas Mockus (34%). Le preferenze per i candidati minori tendono a consolidarsi attorno ad uno standard sempre più basso. Le restanti preferenze sono suddivise in questo modo: Rafael Pardo, candidato Partido Liberal, 4%; Gustavo Petro, Polo Democrático Alternativo, 4% e Germán Vargas Lleras, Partido Cambio Radical 3,%. Alcuni tra i candidati minori (Róbinson Devia, Jaime Araújo, Jairo Calderón) non superano la soglia dell'1% delle preferenze nei sondaggi ufficiali. Ad oggi, lo scenario più probabile prevede l'eliminazione dei candidati minori al primo turno elettorale del 30 maggio, senza determinare una vittoria decisiva di nessun candidato. Si produrrà quindi un secondo turno elettorale, in cui si sfideranno direttamente Santos e Mockus. Nonostante la persistente tendenza alla polarizzazione, la situazione è ancora incerta e le tendenze potrebbero cambiare in modo repentino. Il risultato sarà determinato dalla rotta che prenderanno i voti degli elettori uribisti. Ad oggi è ancora difficile prevedere il tasso di dispersione o concentrazione delle preferenze uribiste rispetto ai candidati. In un contesto già incerto si alternano rumori di alleanze, denunce, indiscrezioni, minacce e cambi di startegia che mettono ancora più confusione agli elettori. L'unica certezza che si va definendo è il confronto diretto tra Santos e Mockus al secondo turno.