24/05/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La "nave dei diritti" è un'imbarcazione che trasporterà mille italiani da Barcellona a Genova il 25 giugno, per riconquistare il diritto a godere in Italia di quei benefici che hanno nel Paese che li ospita

"Realizzare piccoli sogni è difficilissimo in Italia. Un sogno può essere per un giovane aprire un'attività commerciale. I tempi diventano così lunghi che è impossibile sopportare le spese e, al di là di questo, ci sono posti di lavoro che i vecchi non mollano. Non c'è valorizzazione dei ragazzi".
Queste sono alcune delle ragioni del varo della Nave Dei Diritti. Si chiama così l'imbarcazione che trasporterà fino a mille italiani da Barcellona a Genova il 25 Giugno, per un'iniziativa dal nome indicativo: Lo Sbarco. Vivono all'estero e vogliono riconquistare il diritto a godere in Italia di quei benefici che hanno nel loro paese ospite.
Le parole sopra sono di Andrea De Lotto, maestro di scuola elementare che vive a Barcellona da due anni e mezzo dopo aver abitato in Brasile, altro Paese con una lunga storia di migrazione.  "La nave ha una grande carica simbolica - continua Andrea - smuove molte emozioni offrendo nuovi spazi dove daremo vita ad attività culturali come il teatro e anche feste".
È proprio la differenza di opportunità tra l'Italia e gli altri paesi che non va giù, soprattutto se si tratta di un paese come la Spagna dove l'economia non è una delle più floride dell'Unione Europea.
"In Spagna è diverso. La crisi c'è, ma per i ragazzi continuano a esserci vantaggi. L'Università ha elargito 1000 borse di studio solo con la presentazione del curriculum".
La crisi italiana è anche culturale, umana e relazionale scrivono nel manifesto. Sottolineano differenti problemi della Penisola apparsi sui giornali spagnoli: "campi Rom bruciati, provvedimenti di chiusura agli immigrati, aggressioni, aumento di gruppi neofascisti, ronde, esercito nelle strade, chiusura degli spazi di libertà e di democrazia".
"Quando Haider andò al potere in Austria l'Europa intervenne, in Italia ci sono manifestazioni razziste per strada in grandi città come Milano e non accade nulla".
Chi aderisce all'iniziativa non è solo a Barcellona, da dove parte tutto, ma anche a Bruxelles, Parigi, Atene, Madrid e in alcune città italiane.
"Il gruppo di Bruxelles è il più giovane di tutti. - dice Andrea - Mentre quello con l'età più alta è quello di Genova, città in cui abbiamo contattato Heidi Giuliani e Don Andrea Gallo che si sono dichiarati contenti di accoglierci".   
Il nome Lo Sbarco si ricollega a quello dei Mille garibaldini che, però, partirono da vicino Genova, da Quarto, per sbarcare in Sicilia. Mentre il nome Nave dei Diritti vuole ricordare l'origine laica e pluralista della Costituzione italiana, la centralità della libertà e della democrazia vera, partecipata, trasparente: dai luoghi di lavoro alle scuole, ai quartieri, al territorio.
A Lo Sbarco hanno aderito molti personaggi noti, tra cui: Erri De Luca, Franco Battiato, Dario Fo, Moni Ovadia, Jose Saramago, Roberto Vecchioni, Cecilia Strada, Paolo Rossi e Sabina Guzzanti.
In questi giorni fremono i preparativi per comprare il biglietto della nave (qui) e anche quello aereo per chi deve raggiungere la città catalana e imbarcarsi.

Giovanni de Paola
giovannidepaola@gmail.com

Parole chiave: Nave dei diritti, Lo sbarco, Italia, Genova, Barcellona
Categoria: Diritti
Luogo: Italia