Madain è una piccola città, conosciuta anche come Salman Pak, in cui convivono
sciiti e sunniti. Si trova a sud di Baghdad, nel cosiddetto triangolo della morte.
Domenica 1500 uomini delle forze di polizia irachena, spalleggiati a distanza
dalle truppe Usa, hanno assediato il centro abitato spinte da informazioni secondo
cui i militanti sunniti avevano rapito oltre 100 residenti sciiti.

Violenze sunnite? Rapporti che indicavano disordini in città circolavano sin da giovedì, quando
alcuni leader sciiti avevano accusato i ribelli sunniti di avere danneggiato una
moschea con una bomba, e venerdì, quando i ribelli, sempre secondo fonti sciite,
avrebbero invaso le strade di Madain catturando sciiti e minacciandoli di morte
qualora non avessero lasciato la città. Sabato la notizia era stata ripresa da
al Iraqia (il network fondato dalle forze della coalizione, n.d.r.) e nell’arco
di poche ore le maggiori agenzie internazionali già parlavano di sciiti in fuga
verso sud e di unità di polizia irachena già pronte per l’assedio.
Un buco nell'acqua. Dopo poche ore dall’inizio dell’operazione però, alle forze di sicurezza è apparso
chiaro che qualcosa non quadrava: “L’intera città è sotto controllo –dichiarava
il Generale Muhammad Sabri Latif – abbiamo messo in sicurezza le case dove ci
erano stati segnlalati ostaggi, ma non ne abbiamo trovato alcuno”. Latif ipotizzava
che i miliziani fossero “fuggiti dall’altra parte del fiume portando gli ostaggi
con sè”. Le forze irachene si sono schierate per le strade di Madain che erano
deserte perché la gente era asserragliata in casa nel timore di un attacco militare.
Un residente ha raccontato ad al Jazeera che le truppe irachene, entrate in città
verso le 7 di mattina, non hanno incontrato alcuna resistenza. Secondo la sua
testimonianza in città non vi erano milizie armate: “la Guardia Nazionale -ha
raccontato - ha cercato nelle case senza trovare ostaggi, i soldati si sono limitati
a confiscare alcune armi leggere.”

Sospetti e insinuazioni. Cresce dunque il sospetto che vi siano state quantomeno delle esagerazioni nelle
informazioni. Già nella giornata di domenica Abdul Salam al Kubaisi, portavoce
del clero sunnita, aveva smentito la notizia dei rapimenti, rivelando che un attacco
contro la città era previsto da giorni. “Potremmo definirla un’altra Falluja –ha
dichiarato -, Abbiamo chiesto con insistenza che si mantenesse tranquilla la situazione
a Madain, ma hanno insistito per attaccare una tranquilla città di sciiti e sunniti.
Questa operazione avrà l’effetto di creare un conflitto settario.” Kubaisi ha
anche specificato che “Si tratta di un piano statunitense”, e che “Sfortunatamente
è stata coinvolta anche la polizia irachena”. Anche Mudhir Mola Abboud, un generale
della Guardia Nazionale ha ammesso che ”la questione è stata esagerata per ragioni
di convenienza politica, legata alla formazione del nuovo governo”. Su un sito
internet islamico è apparsa persino la smentita del gruppo di al Zarqawi, che
negava la presenza di ostaggi sciiti a Madain e bollava l’operazione militare
in città come una “congiura dei nemici di dio per giustificare un attacco contro
i sunniti.”