14/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



A due settimane dall'entrata di Cipro nell'Unione Europea
Soldato a CiproA due settimane dall'entrata di Cipro nell'Unione Europea, ci si appresta a vedere il risultato del referendum che chiede ai cittadini delle due comunità se sono in sintonia con il piano del Segretario Generale delle Nazioni UNite Kofi Annan.

Corsa contro il tempo per la riunificazione di Cipro. A meno di due settimane dall’ingresso dell’isola nell’Unione Europea, Kofi Annan, segretario generale delle Nazioni Unite, ha svolto un gran lavoro e ha presentato un nuovo piano per la riunificazione ai governi di Grecia e Turchia e ai rappresentanti delle comunità dell’isola. Il piano, i cui dettagli finali sono stati decisi proprio da Annan dopo che le due parti non sono riuscite a negoziare un accordo, propone la riunificazione dell’isola come una federazione di due stati che si auto governino.

La nuova risoluzione prevede una riduzione del cinque per cento del territorio in mano ai turco-ciprioti e la riduzione del numero dei greco-ciprioti a cui si permetterebbe di tornare nella parte turca a nord dell’isola. Resterebbe invece inalterata l’ipotesi secondo la quale Cipro dovrebbe essere controllata da un sistema federale con ampi margini di autonomia per le questioni riguardanti le due comunità. Va ricordato che l’isola di Cipro è divisa in due dal 1974 anno in cui i militari turchi invasero la parte a nord. Le posizioni turche in merito a questa vicenda non sono cambiate molto nel corso degli anni.

Se nel 1974 Erbakan, che era vice premier, sosteneva che una terra che era stata in passato territorio dell’Islam non poteva essere ceduta agli infedeli, adesso l’ex leader turco chiede ai militari di dare un segnale forte, nelle dovute forme democratiche, per fermare quella che lui dice di essere l’imminente “svendita di Cipro”.

Eravamo rimasti con la speranza che il dialogo potesse avere la meglio in questa faccenda ormai trentennale. E’ dal gennaio del 2002 che si svolgono incontri tra le due parti, sotto l’egida delle Nazioni Unite, per arrivare a definire un accordo soddisfacente per entrambe in relazione alla divisione dell’isola. Purtroppo però a pochissimi giorni dall’ingresso nell’Unione Europea dell’isola, che dovrebbe avvenire il 1° maggio di quest’anno, incertezza e difficoltà si scontrano nelle discussioni fra i rappresentanti politici delle due nazioni che faticano a volersi riunire.

Intanto il 24 aprile ci sarà il referendum con il quale le due comunità di Cipro, quella turca e quella greca, diranno se vogliono oppure no la riunificazione secondo il piano proposto da Annan. Pare, a questo punto, che la maggioranza dei greco-ciprioti sia contraria a questo tipo di soluzione. Nei mesi di dibattito è intervenuto anche il presidente della Repubblica greca, Costas Stephanopoulos, che ha invitato i cittadini ciprioti a “non far prevalere le emozioni quando andranno a votare . I sentimenti spesso portano a decisioni che non colgono l’obiettivo”.

Più preoccupato è invece sembrato il ministro degli Esteri greco, Petros Molyviatis, secondo il quale “se le due comunità respingeranno il piano di Kofi Annan non ci saranno iniziative per la risoluzione per molti anni a venire”. E’ notizia di questi giorni che il leader greco-cipriota Tassos Papadopoulos abbia invitato i suoi a non votare mentre Rauf Denktash, leader dei turco ciprioti ha definito la soluzione di Annan un tradimento.

Lo stesso segretario delle nazioni unite ha fatto sapere di essere molto deluso dalla presa di posizione, contro il piano di pace da lui stabilito, dei due leader delle comunità dell’isola. Senza questo accordo solamente una parte dell’isola, quella greco-cipriota, si unirà all’Unione Europea il 1° maggio, facendo aumentare l’isolamento dei turco ciprioti e complicando definitivamente le speranze della Turchia di entrare nell’U.E. Anche gli Usa sono intervenuti nella discussione. Il portavoce del dipartimento di Stato Richard Boucher ha fatto sapere che quello di Annan “è il solo piano. Il piano finale. Dal nostro punto di vista non c’è altra scelta”.

Adesso l’unica cosa da fare è attendere i risultati del referendum del 24 aprile. Con la speranza che il dialogo non venga interrotto e che la volontà politica prenda il sopravvento sugli interessi nazionali.

Alessandro Grandi 
Categoria: Popoli
Luogo: Cipro