26/05/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Marocco sta vivendo un momento storico felice. Ahmed ci racconta cosa sta accadendo
MercatoLa stranezza è stata vedere ad un prezzo stracciato dei jeans all’ultima moda e degli occhiali da sole firmati che poche persone possono permettersi di comprare in un negozio. Normalmente una lavoratore comune li guarda, li ammira e al massimo se li sogna la notte. Ma in questo caso, sulla bancarella di Amhed, i sogni sarebbero potuti diventare realtà. Costruita sulle “solide” fondamenta di una sella di uno scooter, la bancarella era piena di vestiti e accessori firmati. A gestire il “bazar” Amhed, marocchino, grande sognatore e con molta voglia di raccontare il suo paese.

Tutto intorno una ressa di suoi compaesani che in arabo, e credendo di essere al suk, cercavano di far scendere ulteriormente i prezzi (già scontatissimi). Inizia così a raccontare la sua storia. Scappato giovanissimo e clandestino dal Marocco, “ma non perché ci stavo particolarmente male, solo perché non si trovava lavoro e noi giovani volevamo inseguire i nostri sogni”, si ritrova a 16 anni clandestino in una nave che fa rotta in Spagna. “Sognavo una vita tranquilla: un lavoro, le belle auto, i vestiti migliori e le donne...Ho creduto che solo l’Italia mi potesse dare tutto questo e, dopo alcune settimane passate fra Malaga, Valencia e Barcellona, ho deciso di venire in Italia. Sia chiaro che in Marocco non si stava così male… E adesso, se devo essere sincero, si sta anche meglio di prima, sono le possibilità che mancano".

"Ma anche certi aspetti della vita quotidiana danno fastidio. Perché un contadino del mio Paese vede il suo prodotto prendere la strada di paesi più industrializzati e non quella del mercato interno? Perché poi le nostre madri e le nostre mogli al mercato comprano gli ortaggi di cattiva qualità? Sono cose che al nostro popolo danno fastidio. Come fastidio mi ha dato il fatto che ormai con la scusa di questa guerra noi musulmani siamo considerati tutti dei terroristi. A prescindere da tutto. Per me, ma credo che sia un pensiero comune a tutti i fratelli marocchini, le persone che fanno la guerra e che uccidono in nome di Allah, sono solo degli assassini che si nascondono dietro la faccia dell’Islam. Perché non si scoprono il viso?"

Il Marocco sta vivendo un momento storico molto importante. Secondo alcuni addirittura potrebbe diventare un esempio di democrazia. Ad esempio il ministro degli Esteri portoghese, Teresa Gouveia, ha più volte citato il Marocco come esempio di paese capace di conciliare la democrazia con i valori islamici. Durante un seminario internazionale a Lisbona, durante una discussione con il suo pari grado marocchino Mohammed Benaissa, i due ministri hanno insistito su un punto fondamentale: la necessità di porre fine al mito dell’incompatibilità fra Islam e modernità.

“Anche l’Andalusia – zona occidentale della Spagna - musulmana è stata l’origine di importanti passi avanti nelle scienze, nelle tecnologie e nelle arti per l’Europa. Fra l’altro non dobbiamo andare tanto indietro nel tempo per vedere che esistono casi di nazioni che hanno conciliato con successo, il processo delle riforme con i valori dell’etica islamica”. Amhed potrebbe parlare per ore, ma si sofferma sulla condizione femminile nel suo Paese. “Con le nuove leggi sulla famiglia – va ricordato che da qualche tempo il senato marocchino ha approvato un nuovo codice della famiglia - il nuovo codice rinnova in profondità la situazione delle donne. Il progetto pone la famiglia sotto la responsabilità congiunta dei due sposi, stabilisce severe condizioni alla poligamia e alla pratica del ripudio e porta da 15 a 18 anni l’età minima alla quale le ragazze possono sposarsi - possiamo dire che è stato consolidato in Marocco l’uguaglianza tra uomini e donne. Quasi quasi, con tutta questa modernità torno a casa."

"Comunque – continua Ahmed –gli stati arabi come il Marocco dovrebbero concentrarsi sul concetto di modernizzazione e non su quello di occidentalizzazione. Dice bene il ministro Benaissa quando afferma che tutto questo serve per poter formare un paese democratico e moderno sia nelle strutture economiche che in quello sociali”.

Alessandro Grandi 
Categoria: Popoli
Luogo: Marocco