14/05/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Nelle esplosioni degli ultimi giorni hanno perso la vita 132 persone

Cresce la tensione in Iraq per una nuova seria di attentati, dopo che le esplosioni di domenica scorsa hanno ucciso più di 125 persone a Baghdad, Hilla e Bassora. Dietro a quest'ondata di violenza potrebbe esserci la firma di al-Qaeda. Secondo la polizia e fonti vicine al ministero degli Interni, l'organizzazione sunnita vuole riconfermare il suo ruolo e la capacità militare, nonostante le perdite causate dall'esercito statunitense e iracheno.

Questo pomeriggio, a Hilla, nella provincia meridionale di Babel a maggioranza sciita, si è verificato un attentato che ha causato cinque morti e tredici feriti. Un'autobomba - ha riferito il canale televisivo 'al- Arabiyà'- è esplosa nei pressi di una moschea sciita nella zona di Jabla, a nord di Hilla. Quest'attacco è stato sferrato nel giorno in cui al-Qaeda ha annunciato pubblicamente la nomina del suo nuovo 'ministro della guerra', Al Nasser Lidin Illah Abou Souleiman, che sostituisce Abu Ayub al-Masri, morto durante un raid aereo a Tikrit il 19 aprile, assieme ad Abu Omar al-Baghdadi.

Mercoledì scorso, si è verificato un attentato a Sadr City, un sobborgo sciita di Baghdad, in cui sono morte 7 persone e altre 22 sono rimaste ferite. L'esplosione dell'autobomba si è verificata fuori da un bar molto popolare e frequentato da giovani. Un attacco in un'altra area sciita della capitale ha provocato 3 morti e 23 feriti. Un negoziante è stato colpito a morte nel distretto di Shula, nord-ovest di Baghdad e un ordigno è esploso giusto quando la gente si era radunata per osservare l'accaduto. Martedì scorso, in un mercato della capitale, sono stati uccisi 5 poliziotti iracheni e altri 14 sono stati feriti.

Lo stallo politico contribuisce a creare instabilità nel Paese dato che non è ancora stato formato un governo di coalizione dopo le elezioni del 7 marzo. La minoranza sunnita si è aggiudicata soltanto due seggi in parlamento, mentre il premier Nuri al-Maliki è favorevole a un'alleanza con il movimento sciita. La collaborazione tra al-Maliki e gli sciiti potrebbe creare molto scontento tra i sunniti che appoggiavano la lista ' Iraqyia' dell'ex primo ministro Iyad Allawi, minando ulteriormente i rapporti all'interno dell'arena politica. Rimane alto anche l'allarme per possibili attentati futuri, mentre le truppe nordamericane di stanza in Iraq si preparano al ritiro di Agosto.

 

 

 

Parole chiave: Iraq, al-Quaeda, attentati
Categoria: Guerra, Politica, Popoli
Luogo: Iraq