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Cresce la tensione in Iraq per una nuova seria di attentati, dopo che le esplosioni di domenica scorsa hanno ucciso più di 125 persone a Baghdad, Hilla e Bassora. Dietro a quest'ondata di violenza potrebbe esserci la firma di al-Qaeda. Secondo la polizia e fonti vicine al ministero degli Interni, l'organizzazione sunnita vuole riconfermare il suo ruolo e la capacità militare, nonostante le perdite causate dall'esercito statunitense e iracheno.
Questo pomeriggio, a Hilla, nella provincia meridionale di Babel a maggioranza sciita, si è verificato un attentato che ha causato cinque morti e tredici feriti. Un'autobomba - ha riferito il canale televisivo 'al- Arabiyà'- è esplosa nei pressi di una moschea sciita nella zona di Jabla, a nord di Hilla. Quest'attacco è stato sferrato nel giorno in cui al-Qaeda ha annunciato pubblicamente la nomina del suo nuovo 'ministro della guerra', Al Nasser Lidin Illah Abou Souleiman, che sostituisce Abu Ayub al-Masri, morto durante un raid aereo a Tikrit il 19 aprile, assieme ad Abu Omar al-Baghdadi.
Mercoledì scorso, si è verificato un attentato a Sadr City, un sobborgo sciita di Baghdad, in cui sono morte 7 persone e altre 22 sono rimaste ferite. L'esplosione dell'autobomba si è verificata fuori da un bar molto popolare e frequentato da giovani. Un attacco in un'altra area sciita della capitale ha provocato 3 morti e 23 feriti. Un negoziante è stato colpito a morte nel distretto di Shula, nord-ovest di Baghdad e un ordigno è esploso giusto quando la gente si era radunata per osservare l'accaduto. Martedì scorso, in un mercato della capitale, sono stati uccisi 5 poliziotti iracheni e altri 14 sono stati feriti.
Lo stallo politico contribuisce a creare instabilità nel Paese dato che non è ancora stato formato un governo di coalizione dopo le elezioni del 7 marzo. La minoranza sunnita si è aggiudicata soltanto due seggi in parlamento, mentre il premier Nuri al-Maliki è favorevole a un'alleanza con il movimento sciita. La collaborazione tra al-Maliki e gli sciiti potrebbe creare molto scontento tra i sunniti che appoggiavano la lista ' Iraqyia' dell'ex primo ministro Iyad Allawi, minando ulteriormente i rapporti all'interno dell'arena politica. Rimane alto anche l'allarme per possibili attentati futuri, mentre le truppe nordamericane di stanza in Iraq si preparano al ritiro di Agosto.