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Daniel Yuval, un ragazzino israeliano di 11 anni, si è recato in parlamento a Gerusalemme per dire basta alle mine anti-uomo. All'inizio di febbraio, Daniel stava trascorrendo una giornata sulle alture del Golan coperte di neve, quando ha accidentalmente calpestato una mina. A causa dell'esplosione, gli è stata amputata la gamba destra al di sotto del ginocchio. "Quando mi sono svegliato dopo l'operazione in ospedale e ho visto che la mia gamba destra era stata amputata - sono state le parole di Daniel alla presenza di un comitato parlamentare - ho detto a mia mamma che non volevo che nessun'altro venisse colpito da una mina e che volevo fare qualcosa". Daniel, in un precedente incontro telefonico con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, aveva già chiesto una forte presa di posizione nei confronti di questa politica.
Al momento, 73 deputati della Knesset, su 120, hanno deciso di promuovere lo stanziamento di un fondo per la creazione di un'autorità nazionale che si occupi della rimozione delle mine "che non sono state poste per ragioni di sicurezza". Per l'approvazione del fondo bisognerà aspettare tre mesi e il consenso del governo, che non ha ancora espresso il suo parere. Un primo ostacolo nei confronti di questa proposta potrebbe arrivare dalla notizia secondo cui, recentemente, Hamas nella striscia di Gaza e Hezbollah nel sud del Libano avrebbero fatto uso di mine.
Allo stato attuale delle cose, lungo i confini israeliani ci sarebbero 260mila mine, alcune posizionate dagli stessi israeliani durante le guerre dei decenni passati, altre messe invece dagli Stati arabi.
Tzipi Livni, leader dell'opposizione, ha così commentato le parole di Daniel: "Hai pagato un prezzo molto alto, ma stai spingendo questa società a fare la cosa giusta".