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L’Age
nzia delle Nazioni Unite per la Droga e il Crimine (Unodc) insieme alla Commissione Europea hanno varato alcune iniziative per fermare la pirateria che minaccia il commercio internazionale lungo le coste somale. Una serie di Paesi dell’area sono stati individuati per migliorare la capacità di accoglienza e funzionalità delle strutture a disposizione del sistema penale, in modo che i processi e le detenzioni siano più giusti, umani ed efficienti.
Il primo Paese scelto per il programma è il Kenya, ma altri sono sulla lista dei prossimi beneficiari dell’iniziativa: quelli, comunque, che abbiano l’intenzione di perseguire i sospetti di pirateria per togliere peso dalle spalle del Kenya. Anche in Somalia sarà necessario lavorare per migliorare le capacità di investigazione e detenzione dei sospetti, in linea con gli standard internazionali. L’assenza di un governo centrale dal 1991 infatti, e la mancanza di uno stato di diritto, hanno prodotto un aumento della pirateria marittima nel Corno d’Africa: 217 attacchi registrati nel 2009, il doppio che nel 2008. Solo pochi anni fa i gruppi di pirati attaccavano pescherecci, ma ora, forniti di armi automatiche e lanciarazzi, attaccano petroliere, navi da crociera e mercantili, guadagnando in media un milione di dollari per ogni furto o sequestro andato a buon fine.
Parole chiave: kenya, somalia, pirati, comunità internazionale, commissione europea