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La Corte Suprema spagnola ha deciso di aprire un processo contro il giudice Baltasar Garzon. La vicenda, che ha profondamente diviso l'opinione pubblica nel Paese, risale al 2008, quando Garzon decise di aprire un'indagine sui responsabili della morte di oltre 100 mila persone durante il regime franchista. Alcuni mesi dopo, il giudice fu costretto a rinunciare e trasferire l'inchiesta alle corti regionali, in seguito alle pressioni di esperti legali ed esponenti politici conservatori. Contro di lui, due gruppi ultraconservatori e il partito falangista di Franco hanno presentato una denuncia per negligenza professionale. La decisione di aprire un processo a suo carico in seguito a questa denuncia è stata ora presa dal giudice della Corte Suprema, Luciano Varela, che aveva istruito il caso e del quale lo stesso Garzon aveva invano chiesto la ricusazione per presunta imparzialità. Lo scorso 7 aprile, Varela, dopo aver dichiarato che Garzon non avrebbe potuto aprire quell'inchiesta perchè gli imputati erano morti o beneficiari di amnistia, aveva dato il via libera alla possibile apertura di un processo nei suoi confronti. La decisione di Varela è inappellabbile e potrebbe portare alla sospensione di Garzon dalle sue funzioni di magistrato dell'Audiencia Nacional. Ieri, inoltre, era stato reso noto che Garzon ha chiesto un trasferimento temporaneo di sette mesi presso il Tribunale Penale Internazionale dell'Aja, dove sarà consigliere del procuratore generale, l'argentino Luis Moreno Ocampo. Il giudice Garzon, conosciuto internazionalmente per le sue indagini contro la corruzione e le violazioni dei diritti umani, ha ricevuto attestati di solidarietà anche dall'estero, specialmente da parte di giuristi sudamericani.