05/05/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La National League for the Democracy costretta a rinunciare alle elezioni-farsa di ottobre

Dopo ventun anni di opposizione contro la giunta militare birmana, il partito del Premio Nobel per la pace Aung San Suu Kyi, il National League for Democracy, cessera' di esistere.

Secondo la nuova legge elettorale varata dai generali al potere nel Myanmar, il partito e' stato costretto a scegliere se espellere il suo leader in prigione o non registrarsi per il voto. Anziche' scegliere di cacciare  la sua icona, paladina della lotta contro la repressione, il Nld ha deciso di non iscriversi alle elezioni. Cosi' facendo, il partito cessera' di esistere il 6 maggio, deadline per registrarsi. Nato sulle ceneri delle sollevazioni popolari del 1988, il partito ottenne una vittoria schiacciante nelle elezioni del 1990, ma i militari impedirono che la San Suu Kyi andasse al governo. I leader del partito furono perseguitati, imprigionati e torturati. Win Tin, uno dei leader del partito che ha passato 19 anni in prigione ed e' stato rilasciato nel 2008 ha detto al quotidiano britannico 'The Independent': "Non siamo tristi, abbiamo onore. Un giorno torneremo, ci reincarneremo secondo la volonta' del popolo. Non saremo noi a smantellare il partito, perche' simbolicamente sarebbe una cosa sbagliata. Il partito verra' dichiarato fuorilegge, ma noi siamo abitutati. Hanno chiuso le nostre sedi in tutto il Paese, le nostre bandiere e i nostri simboli sono state tolti. Siamo abituati alla repressione".

In un comunicato diffuso un mese fa, il partito si scusava con i suoi membri, infuriati per la decisione di non partecipare alle elezioni, per non aver raggiunto gli obiettivi che si era prefissato. "Abbiamo perseverato nello sforzo di portare democrazia e riconciliazione nazionale e abbiamo sofferto arresti, punizioni, intimidazioni, molestie e tutte le restrizioni possibili da parte delle autorita'. Tuttavia, i nostri sforzi sono stati inutili a causa della repressione delle autorita'. Per questo ci scusiamo con il popolo birmano".

I membri del partito hanno espresso l'intenzione di proseguire le loro attivita' sociali, che includono piccoli progetti educativi e sanitari, oltre al sostegno morale e finanziario dei parenti dei 2.100 prigionieri politici attualmente nelle carceri birmani.

Luca Galassi

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