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Il primo ministro giapponese Yukio Hatoyama, durante una visita all'isola meridionale di Okinawa, ha dichiarato oggi che non è realistico chiudere la base militare Usa che si trova nella zona di Futenma, fortemente osteggiata dagli abitanti. La promessa di ridurre la presenza delle forze militari statunitensi, a Okinawa, è stato un punto di forza della campagna elettorale del premier che, ora, si è scusato con la popolazione dell'isola.
Hatoyama, eletto a settembre scorso, intende cambiare le relazioni tra Giappone e Stati Uniti, in chiave di una maggiore indipendenza per il suo Paese. Per questo, aveva previsto lo spostamento della base di Futenma a Nago, nella parte nord di Okinawa che è meno densamente popolata. In base a un patto del 2006, il Giappone avrebbe pagato l'ottanta per cento delle spese per questa operazione. Il premier ha chiesto anche il trasferimento di 8mila militari statunitensi da Okinawa all'isola di Guam, nell'Oceano Pacifico, che è diventata territorio statunitense dopo la Seconda Guerra mondiale. Queste decisioni del governo giapponese hanno incontrato una forte opposizione da parte degli Stati Uniti. Le relazioni diplomatiche tra i due Paesi sono diventate più tese. Adesso è arrivato il dietro front del premier.
Il governatore della prefettura di Okinawa, Hirokazu Nakaima, spera che vi sia un nuovo cambiamento di programma: "C'è ancora tempo per la decisione finale, prevista per maggio. Vorrei che il premier continuasse a considerare le proposte che aveva fatto durante la sua campagna elettorale."
Durante la sua visita, la prima da quando è stato eletto, Hatoyama è stato accolto da una manifestazione contro la base di Futenma. Il mese scorso, vi era stato un altro grande raduno. Gli abitanti protestano contro l'occupazione del territorio da parte di un esercito straniero e per i forti rumori prodotti dagli aerei militari. Altri episodi di dissenso si sono verificati, nel 1995, in seguito alla violenza sessuale subita da una ragazza giapponese di 12 anni da parte di tre soldati nordamericani e, nel 2004, dopo che un velicolo militare è precepitato al suolo in un incidente.