18/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Nuovi movimenti studenteschi sfidano il regime di Putin. Che non rimane a guardare
(Segue dalla prima parte) 
Manifestazione studentesca a Mosca
Nell’ambiente dei movimenti politici giovanili e studenteschi russi si registra in queste settimane un fervere di attivismo che mai si era visto negli ultimi anni.
Le rivoluzioni ucraine e kirghize hanno galvanizzato i movimenti anti-putiniani liberali filo-occidentali, che si stanno progressivamente rafforzando e riorganizzando secondo il modello ‘arancione’ con un solo obiettivo: rimuovere Putin dal potere.
Una minaccia a cui Putin sta rispondendo per le rime, dando vita a nuovi movimenti giovanili filo-governativi di destra pronti a difendere nelle piazze la patria russa dal contagio rivoluzionario arancione.
Ma a rafforzare il fronte giovanile ‘rivoluzionario’ si sta profilando un’inedita alleanza, o quantomeno una comunione d’intenti, tra i nuovi gruppi studenteschi liberali e i vecchi movimenti giovanili di sinistra e ultrasinistra, pronti a mettere da parte le differenze ideologiche in nome dell’unità davanti al nemico comune: il regime di Putin.
 
Militanti di ObornaGli arancioni. Le grandi manovre in campo anti-putiniano sono iniziate a gennaio, non a Mosca ma a San Pietroburgo, dove le molte manifestazioni studentesche sui temi della difesa dello stato sociale e dell’istruzione pubblica e in opposizione alla guerra in Cecenia, sono sfociate nella creazione del movimento giovanile Idushchiye Bez Putina (Camminando senza Putin), nome dato in provocatoria risposta al movimento giovanile filo-putiniano Idushchiye Vmeste (Camminando insieme).
A febbraio il nuovo movimento ha aperto una sede anche a Mosca, suscitando l’interesse della sezione giovanile del principale partito liberale russo, Yabloko (Mela), che ha subito colto la palla al balzo riuscendo praticamente a inglobare gli studenti pietroburghesi e a coinvolgerli in un progetto molto ambizioso. Dopo l’ingresso di Camminando senza Putin in Yabloko Giovani, il leader di questi ultimi, Ilya Yashin, ha dichiarato: “Stiamo lavorando alla creazione di un movimento studentesco di opposizione come il Porà! (E’ ora!) ucraino e il Kmara! (Basta!) georgiano, con l’obiettivo di abbattere il regime di Putin”.
Detto, fatto: nelle scorse settimane le sezioni giovanili dei partiti liberali Yabloko e Sps (Unione delle Forze di Destra) hanno annunciato di essersi unite per dare vita a un nuovo movimento, Oborna (Difesa). Il suo simbolo parla da solo: un pugno stilizzato, lo stesso che sventolava sulle bandiere di Otpor! (Resistenza) in Serbia e di Kamara in Georgia.
E, ciliegina sulla torta, all’inizio di aprile è nata anche la sezione russa di Porà!, che ha subito messo le sue carte in tavola: “Alle elezioni presidenziali del 2008 – ha dichiarato il suo leader Andrei Sidelnikov – noi sosterremo contro Putin la candidatura dell’ex primo ministro liberale Mikhail Kasyanov.
 
Manifestazione della gioventù putinianaGioventù putiniana. Di fronte a tutto questo il Cremlino ha subito elaborato una strategia di difesa, decidendo di accettare la sfida lanciata dai suoi avversari e di giocare la partita sullo stesso terreno: quello dei movimenti politici giovanili. Giudicando inadatto e troppo moderato a tale scopo il vecchio movimento Idushchiye Vmeste (Camminando insieme), i consiglieri di Putin hanno annunciato all’inizio di marzo la fondazione del gruppo giovanile Nashi (I nostri). Una formazione che si pone come specifico obiettivo quello di combattere, anche nelle piazze, l’avanzata dei gruppi ‘arancioni’, accusati di essere la quinta colonna del grande nemico che si oppone alla risurrezione della potenza russa: gli Stati Uniti d’America. Gli accenti ultranazionalistici e xenofobi di questa nuova formazione studentesca hanno generato preoccupazione in vari commentatori, in Russia e all’estero.
Il debutto ufficiale di Nashi avverrà il 9 maggio prossimo, giorno in cui la Russia festeggia la vittoria sull’invasore tedesco-nazista nella seconda guerra mondiale. Oggi, secondo i promotori di Nashi, l’invasione da cui la Russia deve difendersi è quella occidental-capitalista.
Ma le contromisure del governo non si sono limitate a questo. Il 13 aprile, con provvedimento dei servizi segreti (Fsb), è stata vietata la pubblicazione e la diffusione in Russia della cosiddetta ‘Bibbia degli arancioni’, vale a dire del libro di Gene Sharp intitolato: “Dalla dittatura alla democrazia. Un quadro concettuale per la Liberazione”. Peccato che il testo sia disponibile anche su Internet.
 
Manifestazione dei nazional-bolscevichiI rossi. Nemici dichiarati della gioventù putiniana non sono solo gli ‘arancioni’, ma anche la moltitudine di movimenti studenteschi ‘rossi’ della sinistra e dell’ultrasinistra giovanile russa, che ultimamente hanno deciso di lasciare da parte le tradizionali differenze ideologiche che li distinguono dai partiti e dai movimenti liberali, accettando di fare fronte comune in nome dell’obiettivo condiviso: liberare la Russia da Putin.
A rompere il ghiaccio è stato Eduard Limonov, famoso scrittore e carismatico leader del battagliero movimento giovanile Partito Nazional Boscevico. Accantonando le tradizionali parole d’ordine di questa formazione (la cui ideologia è uno strano mix di trozkismo, anarchismo e nazionalismo), Limonav ha indicato il ‘nuovo corso’ del movimento: la lotta per la democrazia parlamentare al fianco delle forze democratiche liberali che si oppongono a Putin.
Dopo questa clamorosa svolta del più radicale movimento della sinistra giovanile russa (che sul piano della capacità di mobilitazione giovanile è certamente la più forte oggi in Russia) altri gruppi ‘rossi’ si sono detti pronti a unirsi alla nuova coalizione anti-putiniana: il Fronte della Sinistra Giovanile (studenti no-global, comunisti e anarchici), l’Unione dei Giovani Comunisti (sezione giovanile del Partito Comunista Russo di Zuganov) e il Fronte dei Giovani Comunisti (piccola ma ben organizzata formazione marxista). 

Enrico Piovesana

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