12/07/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



In Nicaragua l'emergenza degli abusi sessuali su minori incombe
BambinaLa bambina di sei anni é entrata nella clinica aggrappata al braccio della mamma. E' rimasta in silenzio e a testa bassa mentre la dottoressa dell'Istituto di medicina legale la visitava. Ha cominciato a parlare solo quando é entrato un medico in camice bianco. "Mi visita lui? No, mamma, non voglio. E' un uomo, non voglio!" ha sussurrato col terrore negli occhi. Solo quando il dottore se n’è andato ha trovato il coraggio di raccontare.

E’ stata violentata da uno zio che l'ha sorpresa pronta a farsi la doccia, coperta solo da un asciugamano. L'ha portata in camera e dato che la piccola non era ancora sviluppata a sufficienza da subire una penetrazione completa, l'ha stuprata con le dita.

Un inferno. Per lei e per la mamma.

A causa delle gravi lesioni subite, la piccola ha dovuto sopportare un lungo intervento chirurgico. Ma non è bastato. E’ stato necessario anche un delicato colloquio psicologico, che dovrà ripetersi chissà ancora per quanto.

Un dramma, fra tanti, in Nicaragua, che accomuna molti, troppi bambini, sia femmine che maschi. Sono 2.171 le denunce di abusi sessuali – di cui 678 violenze carnali - che la polizia ha raccolto nel solo 2003. E nel 60 per cento dei casi le vittime sono bambini. Nel primo trimestre del 2004 siamo già a 231, senza contare quelli non denunciati per paura, vergogna, timore.

L'Istituto di medicina legale, infatti, nei soli primi cinque mesi dell’anno, è intervenuto in 1.377 casi di aggressione sessuale, e nel 2003 ne ha registrati 2.886, la maggior parte dei quali nei confronti di ragazzi tra gli 11 e i 17 anni. A ruota vengono i minori di 10.

I colpevoli sono da ricercare prima di tutto fra persone conosciute, il fidanzato, un familiare, un amico, e solo all'ultimo posto uno sconosciuto. Ultimamente è cresciuto anche il numero dei delitti a scopo sessuale e, anche in questi casi, la maggioranza avviene tra le mura domestiche.

Gli stupri subiti in famiglia sono anche i più difficili da confessare e vengono molto spesso alla luce solo dopo alcuni anni, quando le vittime diventano adolescenti.

E purtroppo le volte che i “mostri” vengono catturati e condannati sono rare. Questo è infatti uno dei più grandi buchi neri della giustizia in questo Paese, scosso nel profondo da questa vera e propria emergenza, aggravata dalla mancanza di una legge all’avanguardia in materia di aborto.

Anzi, nonostante quest'anno già l’8 per cento delle partorienti siano bambine tra i 10 e i 14 anni, molto poco si parla di come intervenire sul terrificante fenomeno e sulle sue cause o di aggravare pene e repressioni per i colpevoli.

Proprio in questi giorni è in corso la discussione in Parlamento sul Nuovo Codice Penale e l’opinione pubblica sta addirittura discutendo l’opportunità di mantenere o meno la figura giuridica dell’Aborto Terapeutico, unica forma di cessazione della gravidanza attualmente non punita dal Codice Penale. Si tratta di un intervento possibile solo in caso di grave pericolo per la salute della madre o di grave deformazione del feto, e viene effettuato su richiesta della donna stessa o dei genitori, nei casi in cui sia minorenne, ma sempre esclusivamente previa approvazione di un'équipe di tre medici che ne constatino il reale pericolo.

Da quando il Parlamento ha dato il via al dibattito, forze legate alla chiesa cattolica e a quella evangelica stanno facendo pressioni affinché venga punita qualsiasi forma di aborto e sia permesso solo in caso di estremo pericolo di morte per la madre.

Elizabeth De Rojas della Alianza Evangelica ha precisato: "Con il progresso tecnologico é possibile salvare la vita sia alla madre che al figlio, mentre l'aborto terapeutico, così come è strutturato, uccide vite inermi senza validi motivi. L'aborto deve essere praticato solo in casi estremi debitamente giustificati e deve avvenire previa autorizzazione di tre medici specialisti del Ministero della Sanità. Se una minorenne é in grado di rimanere incinta vuol dire che il suo corpo può resistere anche a una gravidanza. Chiaro, con tutte le cure ed attenzioni mediche".

La Red de Mujeres Contra la Violencia, il Movimiento Autonomo de Mujeres ed altre associazioni che lavorano da anni per la difesa della donna e dei suoi diritti, hanno invece sollecitato il Parlamento a prendere in cosiderazione tutt'altro punto di vista: “L'età delle donne deve essere considerata una causale per interrompere la gravidanza - hanno detto Ana Maria Pizarro e Juana Jiménez. Il numero di bambine che subiscono abusi sessuali e che restano incinte é altissimo e porta danni gravissimi. Sono troppo piccole per obbligarle a portare avanti una gravidanza forzosa. Crediamo dunque che la legge non solo debba mantenere l’Aborto Terapeutico, ma debba contemplare anche l'età. Dei 191 paesi che fanno parte dell’Onu, solo 17 non permettono l'aborto e di questi, 5 sono dell'America Latina. Se passasse la posizione dei gruppi antiaborto, il nostro paese rimarrebbe isolato e metteremmo a rischio la vita di donne, adolescenti e bambine".

A livello di Asamblea Nacional, i vari partiti non si sono ancora espressi chiaramente, quindi l'esito della votazione é quanto mai incerto. Non é da escludere che le pressioni della Chiesa cattolica, ancor di più in un periodo elettorale come questo, possano però far pendere la bilancia dalla parte dei movimenti antiabortisti.

Stella Spinelli 
Categoria: Bambini, Donne
Luogo: Nicaragua