30/04/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Secondo fonti governative sarebbero morti durante gli scontri almeno 100 ribelli

 

Nelle ultime settimane il Ciad è stato teatro di numerosi scontri tra le forze governative e i ribelli. Secondo le fonti ufficiali l'esercito avrebbe perso 9 uomini ma avrebbe ucciso solo nell'ultima settimana più di 100 ribelli. Gli scontri sono durati dal 24 al 28 aprile, periodo in cui i militari nazionali si sono scontrati con il gruppo ribelle Adam Yacoub's FPRN, nella parte orientale del paese dove avvengono il grosso delle estrazioni petrolifere.

Questi episodi di violenza avvengono in un momento in cui il governo di N'Djamena vorrebbe vedere le forze di "peace kepping" delle Nazioni Unite lasciare il paese. Secondo il ministro dell'informazione, Kedallah Younous, le forze di sicurezza nazionali avrebbero il pieno controllo delle aree a rischio e non avrebbero bisogno di alcun aiuto internazionale. Il ministro ha poi annunciato che 80 ribelli sono stati catturati negli scontri avvenuti intorno a Tamassi, città vicino al confine con il Sudan.

Secondo gli analisti i gruppi ribelli di Ciad e Sudan collaborerebbero in molti attacchi congiunti e avrebbero basi in entrambi i paesi. A febbraio i governi di Ciad e Sudan hanno raggiunto degli accordi per elaborare insieme una strategia militare, per rendere sicure le regioni sul confine. Mercoledì, Idriss Deby, attuale presidente del Ciad, si è congratulato con il presidente del Sudan, Omar Hassan al-Bashir, per il suo recente successo nelle elezioni, dicendo che questi risultati elettorali miglioreranno le relazioni tra i due stati.

Parole chiave: Ribelli, Ciad
Categoria: Guerra
Luogo: Ciad