31/03/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Intervista allo sceicco Anouar, voce influente dello sciitismo iracheno
Manifestazione sciitaCentinaia di sciiti hanno protestato lunedì 29 marzo per le vie di Baghdad contro la chiusura di un giornale, il settimanale al-Hawza. Secondo Paul Bremer, capo dell' amministrazione civile in Iraq, che ha firmato l' ordine di sequestro, la pubblicazione incitava alla violenza contro le truppe occupanti della coalizione e diffondeva notizie false per alimentare l'antiamericanismo tra gli iracheni.

Il giornale, vicino all'ayatollah sciita Moqtada al-Sadr, ha 60 giorni di tempo per riflettere, poi riaprirà. Se persevererà nella sua linea editoriale, la coalizione lo chiuderà definitivamente.

Non sembra un rimedio sufficiente però a fermare lo scontento degli sciiti, delusi dal testo della Costituzione transitoria votata l'8 marzo 2004 e che reclamano le elezioni per l'autodeterminazione del popolo iracheno.

I vertici dello sciitismo iracheno hanno organizzato una raccolta di firme per chiedere la revisione del documento. Hanno già raccolto migliaia di firme (alcuni fedeli si erano offerti di firmare con il sangue) solo nei quartieri sciiti di Baghdad, quindi non nel sud dove sono la maggioranza.

Gli sciiti rappresentano il 60 per cento della popolazione irachena e contano su una fittissima rete di moschee, enti caritatevoli islamici e fondazioni. Sono un gruppo motivato e molto organizzato, spesso militarmente, che fa riferimento alla figura dell' ayatollah Ali al-Sistani, che risiede nella città santa di Najaf.

Karim Metref, giornalista algerino a Baghdad, ha incontrato il giovane sceicco Anouar, leader sciita molto vicino a Moqtada al-Sadr, ayatollah sciita tra i più ascoltati a Baghdad.
 
 
L'intervista 
Categoria: Guerra
Luogo: Iraq