stampa
invia
La flotta militare russa rimarrà nella base di Sebastopoli, Crimea, fino al 2042. Così ha deciso, fra le accese proteste dell'opposizione governativa, il Parlamento ucraino che alle 9 di oggi ha ratificato, con 236 voti su un quorum di 226, l'accordo sottoscritto una settimana fa a Kharkiv dal presidente Viktor Yanukovich e dalla sua controparte russa Dmitri Medvedev. Fin dalle prime ore del mattino di oggi, ribattezzato dalla stampa nazionale il "martedì nero", una folla di circa diecimila persone radunate dai partiti d'opposizione - Ucraina Nostra, Fronte per il cambiamento e gli ultranazionalisti di "Svoboda" - ha preso d'assedio il palazzo della Rada accogliendo l'approvazione della legge di locazione con lanci di fumogeni, uova e manomissioni delle pulsantiere per l'espressione del voto. A guidarli c'era l'ex premier Yulia Tymoshenko appoggiata, all'interno dell'aula parlamentare, da centocinquanta deputati che dopo aver polemicamente steso sugli scranni parlamentari la bandiera nazionale hanno iniziato ad azzuffarsi con i colleghi della coalizione di maggioranza dominata dal Partito delle Regioni.
Le condizioni del patto. L'elemento più singolare dell'intera vicenda è l'azione di Mosca per accellerare il prolungamento di un accordo, costato alla Russia 40 miliardi di dollari, che sarebbe scaduto solo nel 2017. L'intento malcelato del Cremlino è quello di non perdere copertura militare nella regione in vista dei pericoli legati alle questioni cecena e georgiana. Lo sbocco marittimo di Sebastopoli garantirebbe agli alti comandi militari la possibilità di distribuire rapidamente soldati sui possibili luoghi di combattimento. Per riuscire a stringere l'intesa Medvedev, ma soprattutto il presidente Vladimir Putin che lunedì si è racato in visita lampo a Kiev, avrebbero messo sul piatto delle trattative un'offerta così vantaggiosa per l'ex repubblica satellite che in molti già parlano di una sconfitta nella vittoria. Come già anticipato sette giorni fa a Kharkiv, la Russia ha fatto entrare nell'accordo il colosso energetico Gazprom, grazie al quale avrebbe garantito all'Ucraina una fornitura di metano scontata del 30 percento sui prezzi di mercato. Più concretamante la manovra garantirà a Kiev di ricevere annualmente dalla multinazionale del Cremlino combustibile ad un prezzo inferiore di circa 3.5 miliardi di dollari rispetto alla media europa.
Le accuse dell'opposizione. Dopo aver definito "traditori dell'interesse nazionale" i deputati del Partito delle Regioni, la leader d'opposizione Tymoshenko si è rivolta ai migliaia di supporter sostenendo "Un gruppo di banditi ha preso il vostro paese e oggi sono dentro il Parlamento. Essi hanno falsificato il voto per ratificare il patto russo-ucraino. Ciò che è stato fatto è incostituzionale ed è necessario unire le nostre forze". Le parole del numero uno di "Ucraina nostra" si riferiscono ai sospetti sulle operazioni di registrazione alla sessione di voto alla quale si sarebbero iscritti solo 211 deputati, ovvero 15 in meno della maggioranza richiesta per la ratifica. Per l'ex ministro della Difesa Anatoliy Hrytsenko: "La flotta crea solo problemi per l'Ucraina, perché la Russia va in guerra quando e dove vuole che si tratti di una guerra interna con la Cecenia o di una guerra con la Georgia. Una base americana o russa in Ucraina dividerebbe il paese in due parti. Ecco perché - ha concluso Hrytsenko - la Costituzione sancisce chiaramente che non ci dovrebbe essere nessuna piattaforma militare straniera sul suolo ucraino".
Subito dopo la ratifica del piano il presidente Yanukovic è volato a Strasburgo per rassicurare i parlamentari europei che il nuovo accordo non è una revisione dell'orientamento comunitario del governo di Kiev. Dopo l'inizio del suo discorso i delegati ucraini hanno lasciato l'aula in segno di protesta.
Antonio Marafioti