27/04/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



La campagna elettorale 2010 sarà ricordata per il "fenomeno Mockus", un movimento nato dal basso e sviluppato su Facebook, che ha saputo riportare la politica alla sua dimensione più pura, più vicina alla gente.

Scritto per noi da
Sandro Bozzolo e Alessandro Ingaria
foto di Hernan Sierra

"Ho cinquantasette anni e non ho mai votato, eppure il 30 maggio, per la prima volta, andrò alle urne convinto di votare per Mockus", sono le parole di Roberto, musicista e intellettuale di Barranquilla.

Da troppo tempo la sfrontata volgarità dei dirigenti che hanno governato la Colombia mal si intonava con i principi di una buona parte della popolazione - quasi il 50 percento - che puntualmente disertava le urne. La campagna elettorale 2010 sarà ricordata per il "fenomeno Mockus", un movimento nato dal basso e sviluppato su Facebook, che ha saputo riportare la politica alla sua dimensione più pura, più vicina alla gente. Ed anche Roberto ha indossato la maglia verde con il girasole per cambiare il suo Paese.

L'onda verde. Stretti intorno al professore, filosofo e matematico, centinaia di migliaia di giovani, in tutta la Colombia, lanciano un messaggio forte all'establishment. "Mockus non vuole combattere solamente le Farc, Mockus vuole combattere la stupida guerra che da cinquant'anni portiamo avanti contro noi stessi", spiega Maria, studentessa. "E' l'ultima possibilità che diamo ai nostri genitori per rimediare al disastro che ci hanno lasciato in eredità", assicura con convinzione Manuel. "Io ero uno di quelli che diceva che questo Paese non lo cambia nessuno, adesso scrivo ogni sera su Facebook che uniti lo cambiamo tutti insieme". L'onda verde, come è stata battezzata dai mezzi di comunicazione, colora di speranza le piazze, con un'idea chiara; la politica del machete ha fallito e la maggior parte dei giovani sa come ricostruire l'intero Paese, partendo da quella Cultura Ciudadana (Cultura Cittadina) proposta con successo da Mockus a Bogotà. Con un'attenzione non banale, come ricorda Camilo "Più che ammirazione, Mockus e i suoi alleati mi producono una grande ispirazione come professionisti, come persone, come Colombiani"

Facebook è stato l'elemento chiave. In un sistema mediatico tradizionalmente fedele alla linea di governo, i social network si sono rivelati il nuovo terreno per un dibattito politico alternativo. In poche settimane, il numero dei sostenitori di Mockus ha superato i 450 mila , crescendo di 15 mila persone al giorno. La fantasia e la creatività hanno caratterizzato un impegno in prima persona da parte degli utenti. Proprio la spinta "dal basso" ha chiesto ed ottenuto l'unione con l'altro candidato indipendente Sergio Fajardo, ora candidato vicepresidente per il Partido Verde.

L'evoluzione del politico. Antanas Mockus, figlio di immigrati lituani, è un politico atipico. Ex sindaco di Bogotà, filosofo, pedagogo, sociologo, artista, i suoi metodi sono l'evoluzione pratica delle teorie scientifiche. Colpisce la gente con idee razionali e trasparenti, e non aggredisce gli avversari. I suoi comizi sono un esercizio continuo di pedagogia collettiva, dove migliaia di persone ripetono con lui slogan quali "se mi vuoi uccidere, colpiscimi. Se mi vuoi colpire, insultami. Se mi vuoi insultare, gridami. Se mi vuoi gridare, parlami. Se mi vuoi parlare, parliamo". Mockus, che si è sposato in un circo e ha cambiato la sua città sostituendo i vigili urbani con un esercito di mimi, sogna di cambiare la Colombia armonizzando la morale personale dei singoli e la cultura collettiva con i dettami della legge.

Il sorpasso. Secondo i sondaggi, per la prima volta, Antanas Mockus ha superato Juan Manuel Santos, delfino dell'attuale presidente Uribe e favorito sino a poche settimane fa. Intervistato dai giornalisti colombiani su un risultato quasi impensabile, gli argomenti utilizzati da Santos restano tuttavia piuttosto vaghi: "Ci sono molti interessi interni ed esterni che spingono verso un nostro ritorno al passato...gli elettori mi conoscono e sanno che io, al contrario di Mockus, mi sono tagliato la barba, credo in Dio e credo nel ruolo dell'esercito".

Mai come oggi la Colombia si è trovata di fronte ad un bivio cruciale per i suoi prossimi decenni.

Parole chiave: mockus, colombia, presidenziali
Luogo: Colombia