15/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Una nuova rivolta scuote l'Ecuador. Gli indios in piazza per riportare la democrazia
scritto per noi da
Tancredi Tarantino

Ecuador, proteste contro Gutierrez “Un nuevo levantamiento, por fin!!”. Una nuova rivolta, era ora!! Così Luis Macas, leader indigeno, sintetizza quanto sta accadendo in queste ore in Ecuador. Dopo la decisione del presidente della Corte Suprema di Giustizia (CSJ) di annullare i giudizi a carico dell’amico e compagno di partito, l’ex presidente Abdalá Bucaram, costretto all’esilio volontario per fuggire alle accuse di peculato e malversazione di fondi, il più piccolo dei Paesi andini é teatro di uno dei più grandi scioperi generali degli ultimi anni.

L’obiettivo è chiaro. Cacciare el coronel Gutierrez accusato di voler trasformare la democrazia in un regime dittatoriale e riportare, quindi, l’ordine democratico nel Paese sono le ragioni di questa mobilitazione.
La rabbia di un Paese in crisi istituzionale sembra essere esplosa a partire dalla mezzanotte di ieri, quando si è dato inizio al paro, lo sciopero, dopo che anche l’ennesimo tentativo del Parlamento di destituire l’illegittima CSJ è fallito.E così Quito, la prima città ad essere dichiarata patrimonio culturale dell’umanità, si è svegliata ieri in un clima di guerriglia urbana.
Le vie della capitale sono state invase da migliaia di indigeni, studenti, pensionati, sindacalisti, famiglie ferite da questo “ennesimo tradimento perpetrato ai loro danni”, come dichiarato dal sindaco di Quito, Paco Moncayo.
Solo il  mancato accordo tra le varie forze che si oppongo al regimen di Gutierrez ha impedito la realizzazione di un’unica grande manifestazione, con la conseguenza che i commenti del giorno dopo sono di una protesta riuscita solo in parte. In realtà, la voglia di difendere la democrazia ha portato la società civile a riunirsi, anche se in gruppi frammentati, fuori dai principali centri del potere politico ed economico ecuadoriano. Ed alla fine si sono contati circa cinquanta diversi fuochi di protesta.

Ecuador, proteste a QuitoA suon di gas. La polizia e l’esercito hanno deciso la linea dura ed è incalcolabile la quantità di gas lacrimogeni utilizzata per disperdere i manifestanti. Anche giornalisti e politici sono dovuti ricorrere alle cure dei volontari della Croce Rossa a causa di problemi respiratori, mentre finora sono quaranta i manifestanti ricoverati.
Le mobilitazioni, iniziate nella capitale, si sono presto estese a macchia d’olio in altre cinque regioni e le Ande ecuadoriane sono rimaste paralizzate fino a tarda sera. La Panamericana, la via che unisce simbolicamente tutti i popoli dell’America Latina, è stata interrotta in più punti e i collegamenti interregionali sono saltati. Mentre le popolazioni indigene, a piedi, hanno raggiunto Quito e gli altri centri urbani del Paese, tentando di ridare forza a quel movimento che negli ultimi mesi è rimasto ai margini delle proteste, i loro prodotti agricoli non sono usciti dalle comunità e molti mercati sono rimasti chiusi.

Blindati dietro a un muro di indifferenza. Un solo giorno di protesta, portata avanti con queste modalitá, causa al Paese una perdita di 150 milioni di dollari, secondo quanto stimato dal Governo rinchiuso nei suoi edifici blindati, confidando in una pioggia pomeridiana, immancabile a Quito, che però non ha fermato i manifestanti. Nella notte, un grande cacerolazo ha concluso la giornata di sciopero generale, percorrendo le vie dei quartieri settentrionali della città. Il forte rumore di pentole (cacerolas, in spagnolo) ha attiritato l’attenzione di un gran numero di  Ecuador, proteste a Quitocittadini che spontaneamente hanno deciso di unirsi alla manifestazione, raggiungendo l’abitazione privata del presidente Gutierrez e chiedendone la destituzione.

La protesta continua. A differenza di quanto auspicato dal sindaco Moncayo, la conclusione del paro non ha riportato la normalità nel Paese. Scuole, mercati, uffici, centri commerciali hanno riaperto i cancelli e i trasporti hanno ripreso a funzionare ma le strade continuano a essere teatro di manifestazioni e scontri mentre il traffico, in molti punti della capitale è interrotto da pneumatici in fiamme.
Categoria: Politica
Luogo: Ecuador
Articoli correlati: La scheda paese: Gli argomenti più discussi: Le parole chiave più ricorrenti:
Pubblicità