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Per cinque province settentrionali del Paraguay, Alto Paraguay, San Pedro, Presidente Hayes, Conception e Amabay, è stato proclamata la legge eccezionale di sicurezza. Una misura adottata dal presidente Fernando Lugo per contrastare sul nascere le azioni dei militanti dell'Epp, Ejercito Pueblo Paraguayo, movimento guerrigliero che da qualche tempo causa grattacapi all'ex sacerdote convertito alla politica. Lo stato d'emergenza (in sostanza) promulgato vieta alla popolazione di organizzare manifestazioni e riunioni pubbliche.
Dunque, una decisione presa per dare la spallata definitiva al gruppo guerrigliero che nel corso degli ultimi anni si è reso protagonista di sequestri di persona e omicidi di agenti di polizia. L'ultimo in ordine di tempo è avvenuto la settimana scorsa quando una cellula dell'Epp si è scontrata con alcuni agenti della polizia uccidendone uno. Un fatto clamoroso che ha anche costretto il presidente Lugo ad abbandonare il vertice sul clima che si stava svolgendo in Bolivia e a far rientro immediato a Asuncion.
Di fatto, però, lo stato d'emergenza voluto dal Presidente non è piaciuto a molti nel Paese forse perché fu uno strumento abbastanza utilizzato anche dal dittatore Alfredo Stroessner che rischia di essere frainteso e generare abusi di potere che potrebbero rivelarsi deleteri per la situazione sociale. Sindacati e partiti di sinistra infatti, sono molto critici e sostengono che lo stati d'emergenza sia una forza primitiva e terribile di repressione. "Proclamando lo stato d'eccezione Lugo dimostra quanto il suo governo non sia in grado di fare. Ricorre a questo metodo perché non può risolvere le cose mantenendo lo stato di diritto. Non serve cambiare il nome alle cose. L'applicazione dell'articolo 288 della Costituzione evoca inevitabilmente il vecchio e odioso Estado de Sitio che la dittatura ha applicato arbitrariamente nel corso dei suoi 35 anni, per perseguitare , incarcerare, torturare e assassinare migliaia di cittadini paraguayani" ha detto il noto giornalista paraguayano Andres Colman Gutierrez.
Dal palazzo presidenziale della capitale del Paraguay informano che lo scopo dell'utilizzo dell'esercito nelle cinque provincie settentrionali del Paese ha il solo scopo di mantenere alti gli standard di sicurezza interni per poter quanto prima assicurare nelle mani della giustizia i membri del gruppo guerrigliero.
Nel frattempo i dati sull'Epp in mano alle autorità paraguayane sono molti. Da mesi infatti si sa che alcuni membri dell'Epp avrebbero fra i loro contatti autorità provinciali. Il caso più clamoroso riguarda Alejandro Ramos, considerato uno dei leader del gruppo, arrestato nell'agosto dello scorso anno. Nella sua agenda gli inquirenti hanno ritrovato una serie di numeri di telefono corrispondenti a cellulari di personaggi influenti della politica nazionale, come il vice ministro degli affari politici del ministero dell'Interno, Evio Segovia.
Il presidente Lugo finora ha dimostrato di avere pochi dubbi su come agire nei confronti della guerriglia (se così la possiamo chiamare), che vuole sconfiggere definitivamente. E per farlo ha ordinato che nell'area interessata sia alto il numero di poliziotti e soldati che si alterneranno nella caccia ai membri dell'Epp. Insomma, visti i risultati delle campagne precedenti che hanno portato pochi risultati positivi, questa volta Lugo non vuole sbagliare e ha messo in campo tutte le forze disponibili per evitare che l'Epp possa commettere altri sequestri e altri omicidi.