26/04/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



"I governi non possono far tornare indietro l'orologio ai giorni in cui essere infetti da Hiv equivaleva ad una condanna a morte"

I tagli ai fondi per la cura dell'Aids rischiano di condannare a morte milioni di persone nei paesi in via di sviluppo.


L'International Treatment Preparedness Coalition ha denunciato in un report che molti pazienti sono stati tolti o respinti dai programmi di cura e che i medicinali stanno finendo a causa dei tagli che i governi stanno apportando in questo ambito. Il coordinatore del report, Aditi Sharma, ha lanciato un appello: "i governi, del nord e del sud, non possono far tornare indietro l'orologio ai giorni in cui essere infetti da Hiv equivaleva ad una condanna a morte". Il report si concentra in particolare sulla situazione in India, Kenya, Malawi e Venezuela e accusa il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, di usare la crisi economica per tagliare i fondi ad uno dei maggiori donatori, lo U.S. President's Emergency Plan for AIDS Relief. Secondo le Nazioni Unite, circa 33 milioni di persone nel mondo sono affette da HIV e più della metà dei nove milioni e mezzo di persone che avrebbero bisogno di medicine per l'Aids non possono ottenerle.

Categoria: Diritti, Salute
Luogo: Stati Uniti