
"Mi chiamo Florence Aubenas. Sono francese. Sono una
giornalista di Liberation. La mia salute è pessima. Anche psicologicamente sto
molto male. Chiedo all'onorevole Didier Julia di aiutarmi. Per favore, mi
aiuti: è urgente!".
Un video recapitato il 1 marzo del 2005 è l'ultima traccia
di Florence Aubenas. Con queste parole la giornalista francese, irriconoscibile
nel fisico, implorava un deputato della maggioranza di aiutarla.
La Aubenas è stata rapita il 5 gennaio 2005 con il suo
interprete iracheno Hussein Al-Saadi.
Florence Aubenas, 44 anni, è l'inviata speciale del
quotidiano francese Liberation. Era arrivata in Iraq il 16 dicembre per
scrivere delle elezioni e dei reduci di Falluja. Non è una cronista alla prime
armi. Era stata inviata in Ruanda, nel Kosovo, in Algeria, in Afghanistan. Nata
nel 1961 in Belgio, di nazionalità francese, Florence si è diplomata al Centro
di formazione dei giornalisti. Ha lavorato al Matin, al Nouvel
Economiste, prima di arrivare a Liberation nel 1986. Dopo il
rapimento non si hanno sue notizie fino al video, che ha preceduto di pochi
giorni la liberazione di Giuliana Sgrena.

Nel video la giornalista francese si rivolge a Didier Julia,
deputato francese della maggioranza di centrodestra. La richiesta non appare
casuale, poiché proprio Julia, in aperta polemica con il governo francese e con
il ministro degli esteri Michel Barnier, si recò in Siria nel settembre scorso
per seguire da vicino le trattative volte a salvare i due giornalisti rapiti
Malbrunot e Chesnot. Ma i due, una volta liberati, espressero così il loro
disprezzo per il tentativo di negoziato indipendente condotto da Julia:
"E’ stato come giocare con la vita di due connazionali".
Il 14 marzo 2005
Serge July, direttore di Liberation, si reca in Iraq per seguire
di persona le ricerche e le trattative e dichiara: “Siamo in un momento senza
dubbio importante negli sviluppi sul rapimento della giornalista francese
Florence Aubenas e del suo interprete iracheno Hussein Hanoun”. Parlando con la
radio Rtl ad Amman e commentando l'''ottimismo'' manifestato dal premier Jean
Pierre Raffarin, July ha detto: ''Penso che la natura di questo affare, che in
tutta evidenza ha una base criminale, permetterà una conclusione abbastanza
positiva''. Il direttore di Liberation ha quindi osservato come questo
sequestro sia ''strano'', perché ''non si è sviluppato come tutti gli altri
sequestri in Iraq'', e ha detto di saperne ''senza dubbio un po' di più'' al
termine di questa visita, ''ma non tanto da conoscere il giorno in cui verranno
rilasciati''.
Il direttore del quotidiano francese si riferiva
all'ottimismo del primo ministro francese che si era detto sicuro della
liberazione dell'Aubenas in tempi brevi. Oggi sono 100 giorni di detenzione per
la Aubenas e per al-Saadi. Purtroppo aveva ragione July, ma non resta che
sperare che i rapitori, come nel caso della Sgrena, sappiano riconoscere una
voce libera che chiede la pace.