15/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Sono cento i giorni di prigionia dell'Aubenas e di al-Saadi
aubenas e al-saadi"Mi chiamo Florence Aubenas. Sono francese. Sono una giornalista di Liberation. La mia salute è pessima. Anche psicologicamente sto molto male. Chiedo all'onorevole Didier Julia di aiutarmi. Per favore, mi aiuti: è urgente!".

Un video recapitato il 1 marzo del 2005 è l'ultima traccia di Florence Aubenas. Con queste parole la giornalista francese, irriconoscibile nel fisico, implorava un deputato della maggioranza di aiutarla.
La Aubenas è stata rapita il 5 gennaio 2005 con il suo interprete iracheno Hussein Al-Saadi.
Florence Aubenas, 44 anni, è l'inviata speciale del quotidiano francese Liberation. Era arrivata in Iraq il 16 dicembre per scrivere delle elezioni e dei reduci di Falluja. Non è una cronista alla prime armi. Era stata inviata in Ruanda, nel Kosovo, in Algeria, in Afghanistan. Nata nel 1961 in Belgio, di nazionalità francese, Florence si è diplomata al Centro di formazione dei giornalisti. Ha lavorato al Matin, al Nouvel Economiste, prima di arrivare a Liberation nel 1986. Dopo il rapimento non si hanno sue notizie fino al video, che ha preceduto di pochi giorni la liberazione di Giuliana Sgrena.

la aubenas in un fotogramma del videoNel video la giornalista francese si rivolge a Didier Julia, deputato francese della maggioranza di centrodestra. La richiesta non appare casuale, poiché proprio Julia, in aperta polemica con il governo francese e con il ministro degli esteri Michel Barnier, si recò in Siria nel settembre scorso per seguire da vicino le trattative volte a salvare i due giornalisti rapiti Malbrunot e Chesnot. Ma i due, una volta liberati, espressero così il loro disprezzo per il tentativo di negoziato indipendente condotto da Julia: "E’ stato come giocare con la vita di due connazionali".

Il 14 marzo 2005  Serge July, direttore di Liberation, si reca in Iraq per seguire di persona le ricerche e le trattative e dichiara: “Siamo in un momento senza dubbio importante negli sviluppi sul rapimento della giornalista francese Florence Aubenas e del suo interprete iracheno Hussein Hanoun”. Parlando con la radio Rtl ad Amman e commentando l'''ottimismo'' manifestato dal premier Jean Pierre Raffarin, July ha detto: ''Penso che la natura di questo affare, che in tutta evidenza ha una base criminale, permetterà una conclusione abbastanza positiva''. Il direttore di Liberation ha quindi osservato come questo sequestro sia ''strano'', perché ''non si è sviluppato come tutti gli altri sequestri in Iraq'', e ha detto di saperne ''senza dubbio un po' di più'' al termine di questa visita, ''ma non tanto da conoscere il giorno in cui verranno rilasciati''.
Il direttore del quotidiano francese si riferiva all'ottimismo del primo ministro francese che si era detto sicuro della liberazione dell'Aubenas in tempi brevi. Oggi sono 100 giorni di detenzione per la Aubenas e per al-Saadi. Purtroppo aveva ragione July, ma non resta che sperare che i rapitori, come nel caso della Sgrena, sappiano riconoscere una voce libera che chiede la pace.
 

red

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