14/04/2005
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Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.14 - 2005 dal 8/4 al 14/4
Algeria. Il 7 un emiro islamico fondamentalista è stato ucciso dalle forze speciali a Thamelaht, 120 km a est di Algeri.
l'8 in una imboscata sulla strada tra Algeri e Medea quattordici
civili, tra i quali donne e bambini, sono stati uccisi da un gruppo di
uomini armati che hanno simulato un posto di blocco. Le autorità
algerine ritengono che il gruppo appartenga al Gruppo Salafita per la
Predicazione e il Combattimento, nucleo di irriducibili della guerra
civile.
il 10 Due militanti dello stesso gruppo sono stati uccisi in un agguato dalle forze dell'ordine
nella regione della Cabilia.
Iraq. Il 7, 2 camion cisterna sono stati attaccati vicino a Tikrit,
uccisi i 2 autisti. I corpi di 11 iracheni uccisi con armi da fuoco
sono stati scoperti presso Ramadi, le vittime lavoravano in una base
militare Usa.
L’8, un marine è rimasto ucciso in scontri a fuoco a Falluja. I
cadaveri di 10 civili sono stati trovati a Balad Ruz, città ad est di
Baghdad. 4 bambini sono stati uccisi a Baghdad da una bomba nascosta in
un cassonetto dell'immondizia. 3 soldati iracheni sono morti a Mossul
in un'imboscata, una ventina i feriti. I ribelli hanno attaccato alcune
autocisterne nei pressi di Kirkuk. Una è esplosa uccidendo il
conducente e ferendo altre 6 persone.
Il 9, una bomba rudimentale ha ucciso un soldato statunitense ad
Hamijah, provincia di Kirkuk. 3 religiosi sciiti sono stati uccisi da
cecchini nella periferia di Baghdad. 15 soldati iracheni sono stati
uccisi da una bomba esplosa al passaggio del loro convoglio a
Latifiyah, 40 Km a sud di Baghdad. Un civile ed un agente di polizia
sono morti ed altre 14 persone sono rimaste ferite in un attentato
suicida nel centro di Mosul. Uomini armati hanno aperto il fuoco contro
l’auto di Fadhil al-Shawky, luogotenente di Moqtada al Sadr,
uccidendolo e ferendo 2 sue guardie del corpo nel quartiere di Doura, a
sud della capitale. Un altro commando di ribelli ha ucciso Ziad
al-Joghaithi, neo capo della polizia di Ramadi, nella città di Haditha,
ovest di Baghdad.
A Daura, un quartiere meridionale di Baghdad, un poliziotto è stato ucciso mentre si recava al lavoro.
Il 10, Abdul Halim Abdul Kadhim, un leader tribale, è stato ucciso a
Sadr City, assieme a lui c’era un uomo non identificato, anche lui
morto. Un soldato iracheno è morto e altri 3 sono rimasti feriti, da un
ordigno esploso sulla strada tra Baghdad a Kirkuk. Un ufficiale
dell’intelligence di Saddam Hussein si è suicidato per l’elezione del
curdo Talabani a presidente. Al-Zarqawi ha rivendicato il sequestro e
l’uccisione del generale Bassim Mohammad Kadim, capo della polizia di
Najaf. 3 civili sono stati uccisi e altri 2 feriti da un’autobomba
esplosa a Iskandariya, a sud di Baghdad. Un civile è morto nel centro
di Mosul per l’esplosione di un razzo che ha ferito anche 3 agenti di
polizia.
L’11, il corpo crivellato di proiettili di un poliziotto iracheno è
stato trovato a Baiji, a nord di Baghdad. A Dijail, nord della
capitale, un miliziano è rimasto ucciso nello scontro a fuoco con le
forze di sicurezza irachene. 2 kamikaze a bordo di 2 autobombe, si sono
fatti esplodere questa mattina all’ingresso di una postazione militare
statunitense a Qaim, non distante dal confine con la Siria. Dopo le
esplosioni sono divampati scontri in cui sono morti 2 civili e 3 sono
rimasti feriti. 3 iracheni sono morti e ad altri 20 sono rimasti feriti
nell’esplosione di un’autobomba al passaggio di una pattuglia
dell’esercito Usa pressi un affollato mercato nel quartiere di
al-Dubat, a Samarra.
Il 12, una autobomba diretta contro un convoglio militare americano a
Mosul ha provocato la morte di almeno 5 civili e il ferimento di altri
3. Una seconda autobomba è esplosa a Mosul, ferendo almeno 4 iracheni.
Oltre 20 persone, tra cui donne e bambini, sono rimaste uccise nella
città irachena di Al Qaim, al confine con la Siria, in una offensiva
aerea delle forze Usa. Un poliziotto è stato ucciso nel quartiere di
Zaytuna, a sud di Baghdad, da uomini armati. Le forze della coalizione
hanno ingaggiato violenti combattimenti con un gruppo di ribelli nella
zona di Qaim, 8 km dal confine con la Siria, diversi terroristi
stranieri sono stati uccisi.
Il 13, 5 civili iracheni uccisi e 4 lavoratori americani sono stati
feriti dall’esplosione di un’autobomba al passaggio di un convoglio
militare Usa a Baghdad. Un soldato Usa è rimasto ucciso in
combattimento a Ramadi, ad ovest di Baghdad. Attacchi dei ribelli agli
oleodotti di Kirkuk hanno provocato 12 morti e diversi feriti.
Afghanistan. Il 7 i guerriglieri talebani hanno attaccato una pattuglia
della polizia nella provincia meridionale di Zabul: nel combattimento
sono stati uccisi 5 agenti afgani.
Il 9, nella stessa provincia, i talebani hanno ucciso un funzionario governativo che
avevano rapito il giorno prima.
L’11 un convoglio dell’esercito afgano è caduto in un imboscata
talebana nella provincia meridionale di Khost: i rinforzi Usa (aerei e
terrestri) giunti sul posto hanno ingaggiato un combattimento terminato
con l’uccisione di 12 guerriglieri talebani e il ferimento di 2 soldati
Usa.
Il 12 migliaia di contadini sono insorti contro i soldati Usa e la
polizia afgana nella provincia di Kandahar, dove era in corso lo
sradicamento di alcune piantagioni di papaveri da oppio. Negli scontri
un contadino è stato ucciso. Molti i feriti, compresi 3 soldati Usa. I
coltivatori si opponevano alla distruzione del raccolto perché ora non
avrebbero più tempo di seminare piante diverse.
Cecenia (Fed. Russa). Il 10 l’esercito russo ha ucciso 2 guerriglieri ceceni alla
periferia di Grozny.
L’11 un’auto della polizia filo-russa è salata su una mina nei pressi
di Urus-Martan: 2 poliziotti sono morti. Un altro agente è stato ucciso
da un’esplosione alla periferia di Grozny.
Tra l’11 e il 12 nei distretti meridionali di Nojai-Yurt e Vedenò si
sono verificati diversi combattimenti tra forze russe (e milizie
kadyrovite) e guerriglieri ceceni: il bilancio complessivo è di 2
guerriglieri ceceni e 13, tra soldati russi e kadyroviti, uccisi.
Gli stessi distretti, roccaforti dei ribelli, sono stati pesantemente
bombardati nei giorni scorsi dall’aviazione e dall’artiglieria russa:
sono rimasti uccisi alcuni pastori, oltre a decine di capi di bestiame
che pascolano negli alpeggi di queste montagne.
Haiti. Il 15 nell’orario di punta serale, un gruppo armato ha fatto
fuoco nel parcheggio del “Caribbean Market”, uno dei supermarket piu’
frequentati dall’elite haitiana. Nonostante la quantità di proiettili
sparati sui veicoli parcheggiati, fra cui un’auto delle Nazioni Unite
che è stata completamente distrutta, non ci sono state vittime.
Nella notte tra il 16 e il 17 la polizia haitiana (PNH), supportata da
quella internazionale (CIVPOL), ha ucciso in due distinti scontri
a fuoco Ravix Remissainthe e Jean René Anthony (detto “Grenn Sonnen”),
due fra i piu’ importanti capi dei gruppi armati anti-Lavalas, ovvero
il movimento politico ispirato da Aristide negli anni Novanta. Nel
corso delle due operazioni, avvenute rispettivamente nel quartiere di
Delmas e nella zona dell’areoportola polizia ha ucciso altri membri
delle due bande, facendo salire a una decina il numero delle vittime
degli scontri. Diciotto persone sono inoltre state arrestate, e
sono state sequestrate armi e uniformi della PNH illegalmente
utilizzate dai gruppi armati.
Guinea Equatoriale. Il 14 l’organizzazione Amnesty International ha
reso pubblico un rapporto che denuncia le terribili condizioni di
almeno 70 prigionieri comuni e politici nella prigione di Black Beach.
Secondo il documento, i detenuti rischierebbero di morire di fame, dopo
che la loro razione di cibo giornaliera è stata ridotta dalla fine
dello scorso anno a due pezzi di pane al giorno. Tra essi figurerebbero
anche 11 stranieri accusati di aver complottato per attuare un golpe
nel giugno del 2002. “Se non verranno presi subito provvedimenti i
detenuti rischiano di morire”, ha detto nel comunicato uno dei
portavoce di Amnesty International, Kolawole Olanyian.
Angola. il 13 E’ salito a 210 il numero di vittime causate
dall’epidemia di Marburg nella regione settentrionale di Uige. Lo rende
noto l’Organizzazione Mondiale per la Sanità (Oms), secondo la quale si
sono verificati 210 decessi su un totale di 231 contagi. Negli ultimi
giorni sono entrate in azione anche la Croce Rossa Internazionale e la
Mezzaluna Rossa, insieme al ministero della Sanità angolano, Medici
Senza Frontiere e la Cuamm. Il virus di Marbur, appartenente alla
stessa famiglia di Ebola, si manifesta sotto forma di una violenta
febbre emorragica. Il contagio avviene attraverso il contatto di
liquidi infetti e la percentuale di mortalità aumenta nelle zone del
mondo prive dove sono carenti o assenti infrastrutture mediche.
Etiopia. Nelle ultime settimane il numero di morti causati dalla
meningite è arrivato a 40, su 433 casi sparsi in diverse aree del
paese. Lo ha dichiarato un portavoce del ministero della Salute etiope,
Tiruwork Tacesse. Le aree più colpite sono quelle della regione del
Tigray, nel nord, Afar, nell’est e Benshagul-Gumuz, nell’ovest. L’Oms
ha fatto distribuire vaccini in tutte le zone dove si sono registrati i
casi più numerosi. La meningite colpisce in maniera più frequente nella
stagione secca, che in Etiopia va da Dicembre a Maggio. Lo scorso anno
i morti furono 163 su oltre 3mila casi. L’infezione si trasmette
attraverso via aerea, cioè respirando i batteri delle persone malate,
attaccando il sistema nervoso centrale e causando febbri e forti
emicranie.
Nigeria. Il 10, secondo il quotidiano locale This Day, almeno 15
persone sono rimaste uccise in scontri tra due comunità degli stati
Benue e Taraba. Tra le vittime ci sarebbe anche un neonato.
Le violenze hanno rotto una tregua che durava da tre anni tra le
comunità Takum e Fulani. Non si hanno informazioni precise sui motivi
che hanno portato agli scontri.
Nepal. Il 10, un bambino di dieci anni, Bam Bahadur Karki, è morto per
l'esplosione di una bomba artigianale con cui stava giocando.
L'incidente è avvenuto nella località rurale di Surkhet, 550 chilometri
a ovest di Kathmandu, nella zona del Paese controllata dalla guerriglia
maoista. Il bambino aveva raccolto l'ordigno rudimentale in un campo,
dove - secondo la polizia - era stato piazzato dai ribelli. Secondo
stime ufficiali sono almeno 375 i bambini morti a causa del conflitto
armato nepalese dal 1996 ad oggi.
Il 12, i ribelli maoisti hanno ucciso un governatore distrettuale nel
Nepal occidentale. Bananda Kafle è il più alto funzionario pubblico
assassinato dal 1 febbraio scorso, da quando il re Gyanendra ha
licenziato il governo e decretato lo stato d'emergenza. Un ufficiale di
polizia ha riferito che due ribelli su una bicicletta hanno sparato
all'uomo mentre usciva dalla sua casa nel distretto di Bardiya.
Il 14, il numero delle vittime degli scontri della scorsa settimana tra
ribelli maoisti e truppe reali nepalesi è salito a 148, dopo la
scoperta di altri 35 cadaveri. I morti appartengono ai gruppi ribelli.
I guerriglieri maoisti combattono dal 1996 per rovesciare la monarchia
e instaurare un regime comunista. In questa guerra dimenticata finora
ci sono state circa 11mila vittime.
Bangladesh. Il 14, un pastore battista, Dulal Sarkar, è stato
decapitato a Jalalpur, nelle regioni meridionali del Bangladesh.
Sarkar, appartenente alla "Bangladesh Free Baptist Church", era molto
attivo nell'ambito della comunità cristiana e sin dal suo arrivo aveva
cercato di integrarsi con la popolazione locale. La polizia di Jalalpur
ha identificato i presunti responsabili dell'omicidio, fermandone tre,
ora in attesa di processo. Si tratta di appartenenti al partito
fondamentalista islamico Jamaat-e-Islami, attualmente al potere in
Bangladesh.
Thailandia. Tra l’11 e il 12, 3 persone sono morte per colpi d'arma da
fuoco in una nuova ondata di violenza nel sud della Thailandia. Un uomo
di 25 anni è stato trovato morto con tre proiettili in corpo, nella sua
vettura nella provincia di Narathiwat. Un operaio navale anch'egli di
25 anni è stato ucciso sempre a Narathiwat mentre un terzo, impiegato
delle imposte, è stato assassinato nella provincia di Pattani. La
polizia ha attribuito le morti alla ribellione separatista da anni in
corso nelle tre regioni meridionali. Il Paese è a maggioranza buddhista.
Kashmir indiano. Il 10, presunti ribelli musulmani hanno ucciso 4
persone, mentre altri 3 insorti sono stati assassinati dalle forze di
sicurezza.
L’11, i militanti islamici hanno lanciato una granata contro una
postazione dell’esercito, causando 10 morti - tra cui 2 civili –
e 20 feriti.
Il 13, un soldato e un guerrigliero sono morti in uno scontro tra ribelli separatisti
e forze governative.
L’insurrezione dei guerriglieri islamici contro le forze indiane è iniziata nel
1989 e ha provocato almeno 40mila vittime.