21/04/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Dall'aprile del 2008 i lavoratori stranieri si alternano nelle proteste per chiedere criteri oggettivi di regolarizzazione validi in tutta la nazione

I sans papier resistono. Sono passati più di due anni da quando il 15 aprile 2008 i lavoratori stranieri insieme alla Cgt (Confédération générale du travail), il più grande sindacato francese, all'associazione Droits Devant  e all'organizzazione Femmes Egalité davano vita alla prima grande ondata di scioperi che ha portato alla regolarizzazione di oltre duemila cittadini. Da allora la lotta dei sans papier non si è più interrotta e il fronte della solidarietà si è allargato. A partire dall'ottobre del 2009, visti i scarsi risultati ottenuti e l'indifferenza del governo al problema, più di seimila lavoratori stranieri si sono alternati nello sciopero per chiedere il rispetto dei loro diritti e la stesura di criteri oggettivi di regolarizzazione validi in tutta la Francia. L'Eliseo, tuttavia, non si fa intimorire dalle proteste e ha affidato a Eric Besson, ministro dell'Immigrazione e dell'Identità nazionale, il compito di redigere una nuova proposta di legge che si fonda su due aspetti: irrigidimento delle procedure d'allontanamento dei sans papier e emanazione di sanzioni più severe per i loro datori di lavoro. Il testo di Besson, criticato dalle associazioni che tutelano i diritti degli stranieri, ha suscitato molte polemiche in Francia, specie per la decisione di allargare le competenze del giudice amministrativo su quello di libertà. Il dibattito sulla questione è molto vivo .

PeaceReporter ha intervistato Francine Blanche, segretario confederale della Cgt, ormai da anni attiva nella difesa dei diritti dei lavoratori stranieri.

Che cosa pensa di questa nuova proposta di legge sull'immigrazione fatta dal ministro Besson?

E' un testo di scarso valore. Il governo non vuole alzare gli stipendi dei sans papier, né è interessato alla loro regolarizzazione. Lo scopo di tutte queste misure è l'indurimento, perché costringe i lavoratori stranieri a nascondersi ancora di più e a agire nella clandestinità. In questo modo i sans papier hanno sempre meno diritti ed è facilmente prevedibile un aumento della violenza.

Come valuta la scelta di ampliare i poteri del giudice amministrativo a discapito di quello di libertà?

Si tratta di un escamotage per accelerare le pratiche di espulsione, anche se il vero obiettivo non è l'allontanamento dei lavoratori stranieri. L'intento del ministro e dell'Ump è quello di indebolire ulteriormente la forza contrattuale dei sans papier e la loro capacità di resistenza e sciopero. Da diversi mesi ormai si danno il cambio e resistono, senza che questo, però, abbia costretto i datori di lavoro a accettare le loro richieste.

Che conseguenza avrà questa nuova legge?

Non servirà ad altro che a peggiorare il mercato del lavoro, fino ad arrivare a un imbarbarimento totale. Il governo, forse, si illude che i sans papier, in seguito all'emanazione di questa norma andranno via, ma questo non accadrà. Come ho già detto, diventeranno sempre più invisibili e senza diritti.

L'Ump dopo la sconfitta alle elezioni regionali, sta tornando a concentrarsi su temi come il velo integrale e l'immigrazione. Tutti temi riconducibili al macro problema della sicurezza. E' in atto una svolta sicuritaria per cercare di recuperare l'elettorato della destra più conservatrice?

Non è esatto, bisogna fare attenzione. C'è questo aspetto ma in Francia, così come credo anche in Italia, vengono emanati molti provvedimenti demagogici per accontentare l'opinione pubblica. Le autorità, però, non si sono accorte che l'ottanta per cento dei cittadini francesi, come dimostrano gli ultimi dati, è dalla parte dei sans papier ed è favorevole al riconoscimento dei loro diritti.

Venendo, invece, agli Stati generali della sicurezza a scuola voluti dal ministro dell'Educazione Nazionale, Luc Chatel, per discutere e trovare delle soluzioni al problema della violenza negli istituti....pensa che siano serviti?

La violenza a scuola è un falso problema. La scuola non può essere un'isola felice in una società violenta. Tanto nel caso dei sans papier che della scuola si vuole rispondere con misure amministrative a delle questioni che sono di carattere economico e sociale. La povertà, la miseria e l'ignoranza generano violenza ed è su quelle che bisognerebbe intervenire. Gli Stati generali costituiscono una falsa soluzione a un falso problema.

Qual è il suo giudizio su le “équipes mobiles de securité” (gruppi mobili di sicurezza) che sono a disposizione dei presidi e che sono costituite anche da poliziotti?

Le équipes e le sanzioni sono dei palliativi che non incrociano il problema né tanto meno possono contribuire a risolverlo. La violenza a scuola come nella società deriva dalla mancata soluzione della questione economica e sociale che è sempre più urgente.

Benedetta Guerriero

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