14/04/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il Consiglio di sicurezza Onu sbarca ad Haiti e la tensione sale. Dieci morti in nuovi scontri
scritto per noi da
Cecilia Corneo

Ribelli haitiani armatiNel paese, e soprattutto a Port-au-Prince, la capitale e  il fulcro del paese, la tensione è in aumento, e così il senso di insicurezza della popolazione. Chi è straniero e vive qui da anni ha la sensazione che l’apparente tranquillità possa essere interrotta in ogni momento da uno scoppio di violenza; chi si sentiva sicuro di girare liberamente per la capitale, da qualche tempo evita di passare per alcuni quartieri prima ritenuti non pericolosi. Sono diventate più frequenti anche le voci su sequestri-lampo di haitiani facoltosi e di operatori  umanitari internazionali compiuti per mano di gruppi criminali basati nella baraccopoli di Cite Soleil – voci peraltro non confermate da fonti ufficiali ne riportate dai media locali. Lo scorso fine-settimana poi la tensione è salita alle stelle: venerdi sera, in un orario di punta, un gruppo armato ha fatto fuoco nel parcheggio del “Caribbean Market”, uno dei supermarket più frequentati dall’elite haitiana. Non ci sono state vittime nonostante la quantità di proiettili sparati sui veicoli parcheggiati, fra cui un’auto delle Nazioni Unite che è stata completamente distrutta dai colpi sparati. Tra sabato e domenica la polizia haitiana (PNH), supportata da quella internazionale (CIVPOL), ha ucciso in due distinti scontri a fuoco Ravix Remissainthe e Jean René Anthony (detto “Grenn Sonnen”), due fra i più importanti capi dei gruppi armati anti-Lavalas, il movimento politico ispirato da Aristide negli anni novanta. Nel corso delle due operazioni, avvenute rispettivamente nel quartiere di Delmas e nella zona dell’areoporto, e descritte come particolarmente cruente, la polizia ha ucciso altri membri delle due bande, facendo salire a una decina il numero delle vittime degli scontri. Diciotto persone sono inoltre state arrestate, e sono state sequestrate armi e uniformi della PNH illegalmente utilizzate dai gruppi armati.
 
Militari anti AristideGli haitiani si domandano ora quali saranno le ripercussioni di questi eventi. Se da una parte si teme la ritorsione da parte delle frange armate ancora attive e si accusa un accresciuto senso di tensione, dall’altra la polizia e il governo reclamano la fine di Ravix e Grenn Sonnen come un passo avanti nella lotta alla guerriglia armata e negli sforzi per ripristinare la sicurezza nel paese. Effettivamente Ravix Remissainthe, capo autoproclamato degli ex FAd’H ( gli ex-membri dell’esercito smantellato ufficialmente gia’ dal 1995) fu uno dei fautori della cacciata di Aristide nel 2004, ed è ritenuto il responsabile di diversi attacchi alla polizia avvenuti negli ultimi mesi, in particolare dell‘uccisione di quattro poliziotti il 6 febbraio scorso a Port-au-Prince. Anche Grenn Sonnen, ugualmente ex-militare, era considerato una delle più pesanti minacce alla sicurezza del paese per aver compiuto diversi omicidi tra la polizia locale.
Ribelle armato perlustra la spiaggiaAltri leader della variegata  schiera politica degli anti-Lavalas, tra cui l’ex-militare Joseph Jean Batiste e l’ex capo della ribellione anti-Aristide Guy Philippe, hanno scelto toni diversi ma ugualmente moderati per commentare questi eventi: il primo facendo appello alla popolazione per evitare rivendicazioni nei confronti della polizia, l’altro esprimendo riconoscenza nei confronti della polizia locale e internazionale per l’efficacia della loro operazioni anti-crimine.
Sta di fatto che tutto ciò avviene un giorno prima dell’arrivo ad Haiti dei membri del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, in visita allo scopo di esaminare e valutare la missione a dieci mesi del suo dispiegamento.
Un momento importante e un’occasione unica per Haiti, che, seppur per soli per tre giorni, sarà al centro dell’attenzione di coloro che rappresentano i più importanti e influenti paesi del mondo.
Categoria: Guerra
Luogo: Haiti
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