19/04/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Secondo l'organizzazione americana, la provvisoria stabilità nel sud del Paese è stata pagata cara: proibiti musica, cinema e partite di calcio.

L'organizzazione Human Rights Watch denuncia attraverso un report le azioni del gruppo islamico somalo al-Shabab. Secondo quanto affermato in un'intervista alla BBC da Chris Albin-Lackey, autore del report, "il prezzo che le persone hanno dovuto pagare per questo relativo grado di sicurezza è stato semplicemente incredibile".


La Somalia è stata distrutta dalla guerra civile del 1991. Negli ultimi anni, movimenti islamici si sono impadroniti del controllo di vaste aree nel sud del Paese. Fra i vari gruppi, quello più importante è al-Shabaab che sostiene di combattere per fare della Somalia uno stato islamico. Anche il governo di transizione, che controlla solo parte della capitale, aspira a creare uno stato regolato dalla Sharia, ma l'interpretazione del gruppo al-Shabab sarebbe molto più rigorosa. Sempre secondo l'attivista di Human Rights Watch, in molte zone sarebbero state introdotte interpretazioni della legge islamica molte rigide che proibiscono alle donne di uscire di casa senza un giusto tipo di abbigliamento e agli uomini di portare i capelli lunghi.
La settimana scorsa, il movimento aveva proibito l'uso di campanelle nelle scuole perché troppo simili a quelle usate nelle chiese cristiane. I giovani islamici disapprovano la musica, hanno imposto la chiusura dei cinema e hanno proibito di guardare le partite di calcio.

Parole chiave: Somalia, al-Shabaab
Categoria: Religione
Luogo: Somalia