21/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Erano dipendenti della famigerata DynCorp le due poliziotte americane uccise in Kosovo
MercenariErano dipendenti della DynCorp, la più grande compagnia militare privata statunitense, le due agenti di polizia Onu americane uccise sabato pomeriggio durante una sparatoria nel carcere di Kosovska Mitrovica, nel nord del Kosovo, la stessa città in cui il mese scorso gli scontri tra serbi e albanesi causarono 19 morti e quasi mille feriti. Di questo grave incidente non sono ancora state chiarite le cause.

A sparare è stato Ahmed Mustafa Ibrahim Ali, uno dei cinque agenti Onu di nazionalità giordana che stavano a guardia della struttura carceraria. Il militare ha aperto il fuoco contro i tre fuoristrada con a bordo ventuno agenti americani della DynCorp. Ne è seguito un violento scontro a fuoco durato dieci minuti, e conclusosi con un bilancio di tre morti, le due americane e il giordano, e dieci feriti tra gli statunitensi. Uno di loro è in fin di vita.

Inizialmente si era detto che giordani e americani avevano avuto, prima della sparatoria, un’accesa discussione sulla situazione irachena, di cui è facile immaginare i contenuti. Questa circostanza sarebbe stata smentita da alcuni testimoni, ma sembra probabile che all’origine del gesto del giordano vi sia stato il risentimento nei confronti degli Usa per quello che sta succedendo in Iraq.

Dei 3.500 agenti di polizia del contingente Unmi che operano in Kosovo, 450 sono statunitensi e quasi tutti sono dipendenti della DynCorp. La cosa, per quanto sorprendente, non è un segreto: basta andare nella pagina dei link del sito della polizia dell'Unmik, per trovare, in fondo, il link della DynCorp. Cliccandovi sopra si arriva alla pagina del Programma di Polizia Internazionale della DynCorp. Ma il nome dell'azienda non compare da nessuna parte: l'Url è http://www.policemission.com. Se però si entra in qualsiasi sezione del sito e da lì si torna alla 'Main Page', l'Url cambia in http://policemission.dyncorp.com. Questo progetto è una sorta di 'progetto Erasmus' per gli agenti della polizia americana che per 12 mesi vogliono cimentarsi in una missione all'estero: "Un'occasione unica per accrescere le proprie attitudini lavorative, acquisendo capacità di risoluzione dei problemi, una forte consapevolezza multiculturale e un profondo apprezzamento del valore della diversità" (sic). Si può scegliere tra Kosovo, Iraq, Afghanistan, Liberia e Timor Est.

Ma la realtà è un po' diversa. La DynCorp, di cui molti parlano come la più grande tra le compagnie di 'mercenari' del mondo, è più volte stata al centro di gravi scandali. Con sede in Virginia, non lontano dal quartier generale della Cia, e un giro d’affari annuo di due miliardi di dollari, quest'azienda (che dal marzo 2003 è entrata a far parte della californiana Csc - Computer Science Corporation) lavora principalmente per il Dipartimento di Stato Usa, e attualmente impiega 23 mila agenti in tutto il mondo.

Le loro mansioni sono molto varie: operazioni paramilitari, di polizia, di bodyguard, di intelligence, di supporto tecnico, logistico e informatico. Tutte effettuate in zone di guerra, o comunque zone ‘calde’ in cui vi sono situazioni di forte tensione. Detto in parole povere, spesso fanno per conto del Pentagono e della Cia il ‘lavoro sporco’ che loro non potrebbero fare per motivi di convenienza politica. Il tutto in virtù del fatto che i dipendenti di queste compagnie non rispondono del loro operato al Congresso americano, ma solo ai loro superiori, i manager aziendali, a cui interessano i profitti non i diritti umani.

I paramilitari della DynCorp operano in Iraq a fianco delle forze d’occupazione Usa, in Colombia sono impegnati nelle operazioni contro i guerriglieri marxisti delle Farc, in Perù lo erano contro i guerriglieri di Sendero Luminoso e di Tupac Amaru, ad Haiti proteggevano l’esautorato presidente Bertrand Aristide, in Afghanistan sono la guardia personale del presidente Hamid Karzai, in Sudan appoggiano i militanti antigovernativi dell’Mpla e in vari altri paesi africani hanno sostenuto guerriglie e colpi di stato. Nel 2000 in Bosnia, dove la DynCorp faceva quello che ora fa in Kosovo, alcuni suoi agenti sono anche stati coinvolti in un traffico di prostituzione minorile.

Enrico Piovesana 
Categoria: Guerra
Luogo: Serbia