18/04/2010versione stampabilestampainvia paginainvia



Dopo otto giorni di detenzione i tre cooperanti della Ong fondata da Gino Strada sono stati rilasciati

Matteo, Marco e Matteo sono finalmente liberi. “In questi giorni Emergency ė stata vittima di una brutale aggressione in Afghanistan e in parte anche nel nostro Paese. Abbiamo lavorato senza sosta per far cadere questa ridicola montatura”. Cosi' afferma Gino Strada, fondatore di Emergency, durante la conferenza stampa che ė seguita alla liberazione dei tre cooperanti. Peacereporter ha intervistato Cecilia Strada, presidentessa di Emergency.

Qual ė attualmente lo stato giuridico dei tre cooperanti? Sono tre persone libere, verso di loro non ė stata formulata alcuna accusa. Quando decideranno, rientreranno in Italia da uomini liberi.

Se verso Garatti, Dell’Aira e Pagani non ė stata formulata alcuna imputazione giudiziaria, perchė ė stato necessario tanto tempo per la loro liberazione?

Una settimana ė troppa, come lo ė anche un’ora solo in mancanza di accuse precise. Non riesco ancora a spiegarmi come sia stato possibile tutto questo. Oggi quando ho sentito Marco Garatti per telefono sono rimasta colpita da alcune sue parole. Marco mi ha detto che ha bisogno di almeno due o tre giorni di tempo per riprendersi da tutta questa vicenda e dallo spavento. Sottoscrivo questa dichiarazione. Ora tiriamo il fiato, poi cercheremo di capire quello che ė successo e ci ė stato fatto.

Quale il destino del personale afgano?

Sappiamo che si trovano a Kabul. Si tratta di almeno sei persone, ma potrebbero anche essere nove. Anche verso di loro non ė stata formalizzata alcuna accusa e i nostri avvocati stanno lavorando per tirarli fuori. Anche per loro, fino a prova contraria, vale la presunzione di innocenza. L’ importante a questo punto ė capire se questi uomo sono in stato di fermo o di arresto. E’ ancora tutto nebuloso.

Benedetta Guerriero

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